Sansepolcro, nella provincia di Arezzo, si prepara a indossare i panni di capitale della pasta dall’1 al 3 maggio 2026 con la seconda edizione del festival Primi dei Primi. La scelta del borgo toscano non è affatto casuale: proprio tra queste mura, nel 1827, Giovanni Buitoni e Giulia Boninsegni diedero vita al primo pastificio industriale d’Italia, segnando per sempre l’identità produttiva e gastronomica del Paese. Promosso dal Comune e da Confcommercio, l’evento celebra il piatto più iconico del Belpaese attraverso un racconto che unisce memoria storica e avanguardia, coinvolgendo trenta chef, di cui sette stellati Michelin, coordinati dall’esperienza di Fausto Arrighi.
L’ospite più atteso è il maestro Iginio Massari, che inaugurerà la manifestazione insieme al Sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra e riceverà il Premio Primi dei Primi durante una cena di gala nel suggestivo Chiostro di San Francesco. Il centro scenografico dell’evento sarà Piazza Torre di Berta, trasformata per l’occasione in un immenso campo di grano a cielo aperto grazie a un manto erboso naturale di oltre trecento metri quadrati punteggiato da olivi secolari. Qui prenderà vita la Street Chef Experience, dove sarà possibile degustare interpretazioni creative dei primi piatti preparati al momento dagli chef della brigata.
Il festival non si limita però all’aspetto conviviale. La Scuola di Cucina offrirà masterclass con professionisti come Andrea Impero e Filip Matjaž, mentre Rossanina Del Santo curerà sessioni dedicate alla pasta senza glutine e alla gestione delle intolleranze. Il borgo si animerà inoltre con percorsi tematici tra le vetrine dei commercianti, una mostra dedicata al ruolo storico delle donne nello stabilimento Buitoni e l’apertura straordinaria del campanile del Duomo, dove i visitatori potranno assistere dal vivo all’arte dei campanari, patrimonio immateriale UNESCO. Tra concorsi per il miglior Vin Santo artigianale e performance degli sbandieratori, Sansepolcro dimostra come la pasta sia un filo conduttore capace di generare cultura ed economia, valorizzando l’eccellenza del territorio della Valtiberina.
Tutto il programma è disponibile sul sito dell’evento.
Fonte:
www.linkiesta.it



