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Beretta cresce negli Usa: intesa strategica con Ruger

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Beretta rafforza la sua presenza negli Stati Uniti e chiude un accordo strategico con Sturm, Ruger & Co., mettendo fine a mesi di tensioni tra i due Gruppi. L’intesa prevede che la holding italiana arrivi fino al 25% del capitale attraverso un’offerta pubblica di acquisto parziale a 44,8 dollari per azione, con un premio del 20% rispetto alla media degli ultimi sessanta giorni.

L’operazione, dal valore di 170 milioni di dollari, rappresenta un passo significativo per il Gruppo guidato da Pietro Gussalli Beretta, già presente nel capitale della società americana con una quota attorno al 10%.

Beretta-Ruger, i dettagli dell’accordo

L’intesa consente a Beretta Holding di nominare fino a due membri indipendenti nel Consiglio di amministrazione, con un ampliamento temporaneo del board dopo l’assemblea 2026.

Uno degli elementi chiave è l’impegno di standstill di tre anni: in questo periodo Beretta non potrà promuovere né sostenere iniziative ostili o proxy contest e voterà in linea con le raccomandazioni del board di Ruger, salvo eccezioni specifiche.

Come ulteriore segnale di distensione, la holding italiana ha ritirato le proprie candidature per il rinnovo del consiglio previsto nel 2026, lasciando spazio esclusivamente ai nomi indicati dalla società americana. L’accordo punta inoltre a favorire forme di cooperazione industriale e commerciale tra i due gruppi, mantenendo al tempo stesso l’indipendenza di Ruger, che resterà una società quotata con marchio e strategia propri.

L’intesa arriva dopo una fase di forte contrapposizione tra le due aziende. Beretta aveva avviato una strategia di crescita nel capitale di Ruger, giudicata “ostile” dal board americano, che temeva una perdita di controllo.

Alla base delle tensioni anche le performance del gruppo statunitense. Negli ultimi anni Ruger ha registrato un peggioramento dei risultati, con il reddito operativo passato da 52 milioni di dollari nel 2023 a una perdita di 12 milioni nel 2025.

Rafforzamento negli Stati Uniti

L’operazione consolida ulteriormente la presenza di Beretta negli Usa, un mercato che pesa già per circa il 39% del fatturato del Gruppo.  La holding conta negli Stati Uniti 9 società e quattro stabilimenti, con un quinto in costruzione, e nel 2025 ha registrato ricavi per 1,9 miliardi di dollari e un Ebitda di 287 milioni.

L’accordo con Ruger si inserisce in questa strategia di crescita, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento industriale del Gruppo italiano e sostenere lo sviluppo nel lungo periodo in uno dei mercati più rilevanti a livello globale.

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Fonte:

www.businesspeople.it

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