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Le Borse europee si avviano ad aprire la settimana nel segno della prudenza: gli investitori attendono novità concrete sulla guerra in Iran, mentre proseguono le trattative tra Stati Uniti e Teheran e dopo che il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato un non meglio precisato «Project Freedom» per liberare le navi bloccate nello Stretto di Hormuz. Occhi puntati anche su una nuova ondata di conti trimestrali, oltre che su una serie di dati macroeconomici che daranno indicazioni sullo stato di salute delle economie su entrambe le sponde dell’Atlantico: mercoledì, ad esempio, toccherà ai prezzi alla produzione dell’Eurozona e venerdì sono in calendario i dati sul mercato del lavoro americano. In una giornata in cui Londra resterà chiusa per festività, i future sull’Eurostoxx 50 segnano +0,39%, mentre sono più cauti i contratti sul Ftse Mib milanese, che si attestano a -0,2%. In rialzo invece i listini asiatici, con Taiwan e Seul su nuovi record grazia alla corsa dei titoli tech. Chiusi i listini di Tokyo (fino a mercoledì) e della Cina continentale.
Sul mercato valutario, poco mosso il rapporto euro/dollaro, a 1,1735 da 1,1730 giovedì in chiusura. La moneta unica vale anche 184,02 yen (da 184,15), mentre il rapporto dollaro/yen è a 156,79 (da 156,80) dopo che un balzo della valuta giapponese, secondo gli operatori, ha rivelato un nuovo intervento delle autorità sul mercato. Sul fronte dell’energia, in calo il prezzo del petrolio dopo che sette Paesi aderenti all’Opec+ (Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman) hanno deciso di aumentare leggermente la loro produzione di greggio: il future giugno del Wti cede lo 0,96% a 100,96 dollari al barile, mentre il contratto di luglio per il Brent scivola dello 0,68% a 107,43 dollari. In calo dell’1,4% a 45,1 euro al megawattora il gas naturale ad Amsterdam.
Gli indici della Corea del Sud e di Taiwan hanno entrambi registrato un rialzo superiore al 4%. Taiwan Semiconductor Manufacturing, in particolare, registra un balzo del 6,6% e il produttore di chip sudcoreano SK Hynix cresce dell’11 per cento. L’Hang Seng di Hong Kong avanza dell’1,7%, lo S&P/ASX 200 australiano cede lo 0,4 per cento.

Fonte:
www.ilsole24ore.com



