L’Unione europea (Ue) si prepara a reagire alla minaccia degli Stati Uniti di introdurre dazi al 25% su auto e autocarri europei, una misura che potrebbe entrare in vigore a breve e che rischia di compromettere i già delicati equilibri commerciali tra le due sponde dell’Atlantico. La decisione annunciata da Donald Trump ha colto di sorpresa Bruxelles, che ora valuta una strategia articolata per tutelare i propri interessi.
In una prima fase, la Commissione europea e i 27 Stati membri hanno scelto un approccio attendista, per verificare se l’annuncio si tradurrà effettivamente in un provvedimento concreto. Tuttavia, in caso di conferma, la risposta sarebbe immediata e potrebbe includere misure di ritorsione commerciale e il blocco del percorso di approvazione dell’accordo siglato la scorsa estate in Scozia.
Dazi Usa al 25% sulle auto: le mosse di Bruxelles
La reazione europea si articola su più livelli. Il primo prevede l’introduzione di controdazi nello stesso settore automobilistico, mentre un secondo passo potrebbe consistere nell’attivazione dello strumento anti-coercizione, capace di limitare gli investimenti americani in Europa.
Ma la misura politicamente più rilevante riguarda lo stop all’intesa commerciale negoziata nei mesi scorsi. L’accordo prevedeva condizioni favorevoli agli Stati Uniti, tra cui l’azzeramento dei dazi europei e un tetto al 15% per quelli americani. Ora però Bruxelles valuta seriamente di congelarne l’approvazione, soprattutto se Washington dovesse disattendere gli impegni presi.
Divisioni nell’Ue sulle contromisure
All’interno dell’Unione, però, la linea da seguire non è condivisa. Come riportato oggi dal quotidiano La Stampa, la minaccia americana ha accentuato le divergenze tra gli Stati membri proprio mentre si avvicina un passaggio decisivo nel negoziato tra Consiglio, Commissione ed Europarlamento.
Da un lato, Paesi come la Francia spingono per introdurre clausole di salvaguardia più rigide, per proteggersi da eventuali cambi di rotta degli Stati Uniti. Dall’altro, una maggioranza di governi, guidata dalla Germania, preferisce un approccio più cauto e punta ad approvare rapidamente l’accordo senza modifiche, nel tentativo di evitare un’escalation commerciale.
Le proposte dell’Europarlamento includono meccanismi come una clausola che farebbe entrare in vigore l’accordo solo dopo l’effettiva riduzione dei dazi americani, una scadenza fissata al 31 marzo 2028 e un freno d’emergenza in caso di nuove misure ostili da parte di Washington.
Il nodo dell’affidabilità americana
Oltre agli aspetti tecnici, a Bruxelles cresce la preoccupazione per l’imprevedibilità della politica commerciale statunitense. La possibilità che le auto prodotte direttamente negli Stati Uniti non siano soggette a dazi viene interpretata come un segnale della volontà di colpire l’industria europea.
Il tema centrale diventa quindi quello dell’affidabilità degli impegni presi da Washington. Anche recenti contatti tra le due parti non avevano fatto emergere segnali di un imminente irrigidimento, alimentando ulteriormente l’incertezza tra le istituzioni europee e gli operatori economici.
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Fonte:
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