La difesa di Andrea Sempio ha “conferito incarico ad uno psicoterapeuta di redigere una consulenza personologica” sul 38enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi nella nuova indagine della procura di Pavia. Tale atto, comunica l’avvocato Liborio Cataliotti, uno dei difensori, è uno dei “presupposti ritenuti dal pool” difensivo “opportuni prima dell’eventuale sottoposizione” di Sempio ad interrogatorio. “Preannunciamo che si avvarrà della facoltà di non rispondere, riservandoci di chiedere eventualmente” ai pm di riconvocarlo per rendere esame dopo l’esito di tale consulenza. L’interrogatorio è stato fissato per domani.
Anche Stefania Cappa, dopo la sorella Paola, ha terminato la sua deposizione e ha lasciato la caserma dei Carabinieri a Milano dove entrambe sono state sentite come persone informate dei fatti. Stefania è stata sentita per due ore e mezza, leggermente di più rispetto a Paola, in considerazione, probabilmente, anche delle voci specifiche che l’hanno vista protagonista in passato, sempre senza alcuna conferma e senza mai essere indagata. Le gemelle, sono state più volte sfiorate – ma mai indagate – dal nuovo filone d’inchiesta.
Ad uccidere Chiara Poggi, secondo la nuova ipotesi investigativa, non sarebbe stato Alberto Stasi, l’allora fidanzato della giovane che sta finendo di espiare 16 anni di carcere ed è attualmente in semilibertà, ma Andrea Sempio, ai tempi 19enne e amico del fratello della vittima, Marco Poggi, che verrà sentito domani a Pavia dove è stato convocato anche Andrea Sempio. Due fasi istruttorie, quella di oggi e di domani, che preludono probabilmente alla richiesta di rinvio a giudizio per Sempio.
Il movente ipotizzato sarebbe un rifiuto ad un approccio a cui Sempio – sempre in ipotesi – avrebbe reagito infierendo sulla giovane con un oggetto contundente con almeno 12 colpi al volto e alla testa.
All’epoca dei fatti Paola e Stefania Cappa avevano 23 anni e vivevano nello stesso contesto della famiglia Poggi. Le loro deposizioni dovrebbero servire per alcuni approfondimenti sulla vita di Chiara nei giorni prima del delitto e per capire, come aveva indicato Paola nel 2007 parlando di “pista passionale”, se fosse stata bersaglio di avances rifiutate.
Anche Stefania Cappa, dopo la sorella Paola, ha terminato la sua deposizione e ha lasciato la caserma dei Carabinieri a Milano dove entrambe sono state sentite come persone informate dei fatti. Stefania è stata sentita per due ore e mezza, leggermente di più rispetto a Paola, in considerazione, probabilmente, anche delle voci specifiche che l’hanno vista protagonista in passato – sempre senza alcuna conferma e senza mai essere indagata – nell’inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto del 2007. Delitto che vede Andrea Sempio unico indagato nel nuovo filone d’inchiesta aperto dalla Procura della Repubblica di Pavia.
Con la chiusura indagini su Sempio i pm daranno gli atti anche a Stasi
La Procura di Pavia, quando avrà chiuso le nuove indagini sul delitto di Garlasco del 2007 col deposito di tutti gli atti dell’inchiesta su Andrea Sempio che va avanti da oltre un anno, potrebbe mettere a disposizione quelle carte, oltre che ovviamente ai legali dell’indagato per omicidio volontario aggravato, anche della difesa di Alberto Stasi, condannato definitivo. Carte utili per una richiesta di revisione del processo degli stessi difensori dell’ex bocconiano, che era già parte interessata del maxi incidente probatorio genetico e sulle impronte. Da quanto si è saputo, tra l’altro, alla Procura generale di Milano, i cui vertici lo scorso 24 aprile hanno incontrato il procuratore Fabio Napoleone, non sono attesi, al momento, entro questa settimana gli atti con cui gli stessi pm pavesi, come preannunciato, solleciteranno una richiesta di revisione alla stessa Pg. Atti evidentemente collegati a quelli da depositare con la chiusura dell’inchiesta, che non pare, dunque, prevista in un range temporale brevissimo. Al termine dello studio delle nuove risultanze investigative, tra consulenze e testimonianze, dunque, arriverà di certo un’istanza di revisione da parte della difesa di Stasi alla Corte d’Appello di Brescia, mentre la Procura generale dovrà decidere se presentarla o meno o far pervenire un parere scritto ai giudici bresciani, chiamati a decidere comunque sull’istanza di Stasi. L’ultimo grado sulla revisione sarà poi competenza della Cassazione.
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