L’Italia rafforza la propria strategia fiscale per attrarre pensionati dall’estero e, allo stesso tempo, incentivare il rientro di cittadini italiani. Al centro c’è il regime della flat tax agevolata, oggi fissata al 7%, ma con nuove proposte che potrebbero abbassarla ulteriormente al 4%.
La misura principale, introdotta con la Legge di Bilancio 2019, prevede un’imposta sostitutiva del 7% sui redditi prodotti all’estero per i pensionati che trasferiscono la residenza fiscale in Italia. Il beneficio ha una durata massima di nove anni ed è riservato a chi non è stato residente nel Paese per almeno cinque periodi d’imposta precedenti.
Tutti i requisiti per l’agevolazione
Per accedere all’agevolazione è necessario stabilirsi in specifiche aree del Paese, in particolare nei Comuni del Mezzogiorno o in territori colpiti da eventi sismici. Una delle novità più recenti riguarda proprio l’ampliamento della platea. Il limite demografico è stato innalzato fino a 30 mila abitanti, aumentando così le possibilità di scelta per i beneficiari.
Dal punto di vista tecnico, la flat tax sostituisce l’Irpef e si applica a tutti i redditi esteri, non solo alla pensione. Inoltre, consente alcune semplificazioni fiscali, come l’esenzione da obblighi di monitoraggio su attività finanziarie detenute all’estero.
Accanto a questo regime già operativo, il dibattito politico si sta concentrando su nuove misure. In particolare, nell’ambito del decreto fiscale 2026 è stata avanzata la proposta di introdurre una flat tax al 4% per i pensionati italiani residenti all’estero che decidono di rientrare.
Le intenzioni del Governo Meloni
Questa ipotesi avrebbe un obiettivo duplice. Da un lato, riportare in Italia cittadini emigrati negli ultimi anni per motivi fiscali; dall’altro, contrastare lo spopolamento delle aree interne. Il beneficio sarebbe infatti legato al trasferimento in piccoli comuni, spesso sotto i 5 mila abitanti, individuati come zone a rischio declino demografico.
Il quadro complessivo mostra quindi un sistema fiscale sempre più orientato all’attrattività internazionale. L’Italia punta a competere con altri Paesi europei che offrono regimi agevolati per pensionati, utilizzando la leva fiscale come strumento di sviluppo territoriale.
Resta da capire quale sarà l’evoluzione normativa nei prossimi mesi. Se la flat tax al 4% dovesse essere approvata, il Paese potrebbe rafforzare ulteriormente la propria posizione come destinazione privilegiata per pensionati, sia stranieri sia italiani di ritorno.
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Fonte:
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