Il presidente di Cuba, Miguel
Diaz-Canel, ha dichiarato che L’Avana non si arrenderà alle
minacce degli Stati Uniti, invitando la comunità internazionale
a reagire di fronte a un’eventuale aggressione militare
dell’isola ventilata da Donald Trump. “Nessun aggressore, per
quanto potente, otterrà la resa di Cuba”, ha scritto su X,
denunciando un’escalation “pericolosa e senza precedenti”.
Diaz-Canel ha accusato Washington di agire per gli interessi di
una minoranza influente e ribadito che il Paese difenderà la
propria sovranità, considerando “criminale” l’eventuale azione
di forza. In un messaggio precedente, la presidenza ha
sottolineato che “Cuba non è sola”, richiamando la presenza a
L’Avana di circa 800 delegati provenienti da 36 Paesi, riuniti
per un incontro internazionale di solidarietà alla vigilia del
Primo maggio.
La presa di posizione arriva dopo che il presidente
statunitense ha parlato della possibilità di prendere il
controllo dell’isola “quasi immediatamente”, poche ore dopo aver
ulteriormente ampliato le sanzioni contro il governo dell’Avana.
Il decreto prende di mira individui, entità e settori chiave
dell’economia, tra cui energia, difesa, finanza e sicurezza. Le
misure prevedono anche sanzioni secondarie contro chi
intrattiene rapporti con i soggetti colpiti. Diaz-Canel ha
definito le nuove restrizioni “coercitive”, accusando gli Stati
Uniti di rafforzare un blocco “brutale e genocida” che continua
a pesare sull’economia dell’isola.
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