La FIFA aumenta i premi per i Mondiali 2026, in programma dall’11 giugno in Messico, Canada e Stati Uniti, portando il montepremi complessivo a 871 milioni di dollari e rendendo l’edizione del prossimo anno la più ricca di sempre. Una scelta che rafforza la dimensione economica del torneo, ma che arriva in un contesto ancora segnato da polemiche su prezzi dei biglietti e gestione delle entrate.
Montepremi record per il Mondiale 2026
Secondo quanto comunicato durante il 36° Consiglio FIFA a Vancouver, la distribuzione complessiva dei fondi per le squadre partecipanti raggiungerà 871 milioni di dollari. Un aumento significativo rispetto alle edizioni precedenti, già ampliato a dicembre quando il premio era stato fissato a 727 milioni di dollari.
La nuova struttura dei pagamenti prevede un incremento dei contributi per le federazioni nazionali. Ogni squadra riceverà:
2,5 milioni di dollari per la preparazione (contro 1,5 milioni nel 2022)
10 milioni di dollari per la qualificazione (contro 9 milioni nel 2022).
In totale, ogni nazionale avrà quindi almeno 12,5 milioni di dollari garantiti solo per la partecipazione, cifra a cui si aggiungeranno i premi legati ai risultati sportivi. La FIFA ha inoltre destinato oltre 16 milioni di dollari aggiuntivi per coprire costi organizzativi, viaggi e dotazioni delle delegazioni.
Un torneo sempre più globale e costoso
La crescita dei premi riflette anche l’espansione del torneo, che diventa sempre più globale e costoso da organizzare. L’obiettivo dichiarato è aiutare le federazioni a sostenere le spese di qualificazione e preparazione, soprattutto quelle meno strutturate rispetto ai grandi paesi calcistici. Secondo diversi analisti del settore, questo meccanismo rappresenta anche una redistribuzione dei ricavi commerciali generati dal torneo verso l’intero ecosistema del calcio mondiale.
Accanto all’aumento dei premi, però, non mancano le critiche. La FIFA è finita sotto osservazione per la politica dei prezzi dei biglietti, legata a un sistema di tariffazione dinamica che fa variare i costi in base alla domanda. In alcuni casi, i prezzi sarebbero aumentati di oltre dieci volte rispetto al 2022. Le cifre variano sensibilmente: si va da circa 380 dollari per alcune partite della fase a gironi fino a oltre 4.100 dollari per i match più richiesti, come quelli della nazionale statunitense.
Sul mercato secondario, alcune rivendite hanno raggiunto livelli estremi, con un biglietto per la finale arrivato a essere listato fino a 11,5 milioni di dollari, anche se la FIFA non controlla direttamente questi prezzi. L’organizzazione applica comunque una commissione del 15% sulle rivendite ufficiali.
Domanda record e finanze in crescita
Nonostante le polemiche, la domanda resta altissima. La FIFA ha dichiarato di aver ricevuto circa 508 milioni di richieste per i 7 milioni di biglietti disponibili nelle 104 partite del torneo. Nel 2025, inoltre, i ricavi della federazione hanno raggiunto 2,66 miliardi di dollari, trainati soprattutto dai diritti televisivi e commerciali. Gli asset complessivi sono saliti a 9,48 miliardi di dollari, mentre le riserve si sono ridotte a circa 2,7 miliardi.
Il Mondiale 2026 si preannuncia quindi come l’edizione più ricca e globale di sempre: più squadre, più ricavi e più premi. Ma anche con interrogativi aperti su accessibilità, prezzi e sostenibilità per i tifosi. Per la FIFA, la sfida sarà mantenere l’equilibrio tra la massimizzazione dei ricavi e la promessa di rendere il calcio uno spettacolo davvero globale.
Fonte:
www.wallstreetitalia.com



