Il Monte dei Paschi di Siena (Mps) completa l’assetto della propria governance interna, ma il nuovo corso si apre nel segno delle tensioni. Il Consiglio di amministrazione, presieduto da Cesare Bisoni e guidato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, ha nominato tutti i comitati endoconsiliari, passaggio chiave per il funzionamento della banca, accompagnato però da uno scontro sempre più evidente tra maggioranza e minoranze.
La riunione del board ha portato anche a una decisione destinata a pesare sugli equilibri interni: la decadenza del consigliere Carlo Vivaldi, che ha ulteriormente accentuato le divisioni all’interno del Cda.
Mps, board diviso e governance rafforzata
Con la nomina dei comitati rischi e sostenibilità, remunerazione, parti correlate, It e digitalizzazione e con l’integrazione del comitato nomine, il board ha completato la struttura di governo. La maggioranza, forte di 8 consiglieri su 15, ha ottenuto il controllo degli organismi, incluse quattro presidenze su cinque.
Alle minoranze è stato lasciato uno spazio limitato, con la guida del comitato It e digitalizzazione affidata a Paolo Boccardelli, scelta che ha contribuito ad alimentare il clima di contrapposizione. Un segnale di apertura è arrivato con l’ingresso di Corrado Passera nel comitato nomine, inizialmente composto solo da esponenti della maggioranza.
La frattura nel Cda
Il momento più critico si è registrato con la decadenza di Carlo Vivaldi, decisa in base allo statuto della banca. Il consigliere sedeva infatti anche nel board di Banca Mediolanum, configurando un’incompatibilità con il ruolo in Mps.
La decisione, presa a maggioranza, ha spaccato il consiglio lungo le linee già emerse dopo l’assemblea. Al suo posto potrebbe subentrare Gianluca Brancadoro, seguito da Alessandro Caltagirone nella lista di minoranza, anche se restano margini di incertezza.
Il dossier Mediobanca
Resta centrale il dossier della fusione con Mediobanca, operazione che Lovaglio punta ad accelerare convocando le assemblee entro l’estate. Per il via libera sarà necessario il sostegno dei due terzi dell’assemblea, rendendo decisivo il dialogo con gli azionisti di minoranza.
Nel frattempo, la banca resta sotto l’attenzione della Consob, che continua a monitorare da vicino le dinamiche interne acquisendo i verbali delle riunioni del Cda. Il clima resta teso anche in vista delle prossime scadenze, tra cui la presentazione dei conti trimestrali slittata all’11 maggio.
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