(di Alessandra Baldini)
Strada sbarrata all’intelligenza
artificiale, candidature multiple per le star nella stessa
categoria e più di un solo film di un singolo Paese ammesso alla
corsa per il miglior film internazionale: sono di peso le nuove
regole introdotte dall’Academy of Motion Pictures per l’edizione
2027 degli Oscar.
L’attacco all’IA è a tutto campo: non più solo contro gli
attori sintetici, ma anche contro i copioni scritti dai bot. Le
nuove norme codificano l’approccio di Hollywood alle profonde
trasformazioni in atto nel mondo del cinema sia sul fronte della
creatività che dell’inclusione globale.
In una categoria sempre più affollata, quella del miglior
film non in inglese, l’Academy ha ovviato a un paradosso messo
in luce da un film come Anatomia di Una Caduta: nel 2023 il
thriller della regista francese Justine Triet vinse la Palma
d’Oro a Cannes, ma la Francia, in nome di una scelta
politico-nazionale e non puramente artistica, scelse di mettere
in corsa un altro film, Il Gusto delle Cose – La Passion de
Dodin Bouffant, col risultato che Anatomia di Una Caduta non
poté concorrere per la cinquina pur essendo uno dei film più
acclamati dell’anno.
Oltre alle candidature presentate dai comitati ufficiali di
selezione nazionali o regionali, i film in lingua non inglese
potranno ora qualificarsi se avranno vinto, come nel caso di
Triet, un premio principale in uno di sei festival approvati:
Berlino, Busan, Cannes, Sundance, Toronto e Venezia. Questo apre
la strada per il vincitore dell’Orso d’Oro di quest’anno, Yellow
Letters del regista tedesco İlker Çatak ma interpretato in
turco, indipendentemente dal fatto che la Germania o la Turchia
decidano di candidarlo. Lo stesso vale per il vincitore di
Sundance, Shame and Money del regista kosovaro Visar Morina, un
dramma in lingua albanese coprodotto tra Germania, Kosovo,
Slovenia, Albania, Macedonia del Nord e Belgio.
Quanto agli attori, premesso che “nelle categorie di
recitazione saranno considerati ammissibili solo i ruoli
accreditati nei titoli di coda ufficiali del film e che si possa
dimostrare essere stati interpretati da esseri umani con il loro
consenso”, sarà permesso a una star di concorrere e far campagna
nella stessa categoria e nello stesso anno per film diversi. La
nuova regola riporta agli albori degli Oscar, quando nello
stesso anno Norma Shearer vinse l’Oscar in La Divorziata contro
se stessa in Their Own Desire (Ritorna il sole).
Questa situazione torna adesso in campo in uno scenario che
avrebbe reso possibile a Paul Mescal, nell’edizione 2026, di
gareggiare come protagonista sia come William Shakespeare in
Hamnet che in The History of Sound o a Sebastian Star nel 2024
di essere candidato sia per The Apprentice che per A Different
Man.
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Fonte:
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