Pizza e bibita fuori casa costano sempre di più: +26% dal 2021 secondo Altroconsumo. Bolzano, Palermo e Sassari le città più care, Reggio Calabria la più economica. La classifica completa delle 30 città italiane.
Andare in pizzeria sta diventando un lusso sempre meno accessibile. Secondo una recente rilevazione di Altroconsumo — condotta su trenta città italiane attraverso i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy — il costo medio di una pizza con bibita è cresciuto del 4,4% nell’ultimo anno e di oltre un quarto rispetto al 2021.
La classifica città per città
Bolzano — circa 15,04 €
Palermo — circa 14,56 €
Sassari — circa 14,53 €
Milano — circa 14,02 €
Venezia — circa 13,84 €
Trento — circa 13,69 €
Firenze — circa 13,56 €
Novara — circa 11,69 €
Perugia — circa 11,57 €
Cagliari — circa 11,56 €
Roma — circa 11,45 €
Ascoli Piceno — circa 11,39 €
Trieste — circa 11,29 €
Messina — circa 11,09 €
Verona — circa 11,08 €
Genova — circa 10,95 €
Napoli — circa 10,94 €
Bari — circa 10,86 €
Parma — circa 10,41 €
Pescara — circa 10,34 €
Catanzaro — circa 10,22 €
Livorno — circa 9,53
Reggio Calabria — circa 9,47 €
I rincari più forti dal 2021
Il confronto quinquennale rivela situazioni molto differenti da città a città. Palermo registra l’aumento più consistente — quasi il 60% in cinque anni — seguita da Napoli con oltre il 50%, dato paradossale per la capitale mondiale della pizza. Incrementi significativi anche al Nord, con Bolzano e Udine tra le più colpite. Fanno eccezione Ancona e Perugia, sostanzialmente stabili, e soprattutto Parma, unica città del campione a mostrare addirittura un calo.
La forbice dei prezzi si allarga
Un elemento che emerge con forza è la crescente disomogeneità all’interno delle stesse città: non esiste più un prezzo “standard” per una pizza. A Palermo, ad esempio, si può spendere dai 9 fino a 28 euro per lo stesso pasto, a seconda del locale. Anche Milano e Firenze mostrano scarti simili. Al contrario, Reggio Calabria rimane la città più uniforme, con una differenza di appena 2 euro tra minimo e massimo rilevato.
Alla fine, la pizza resta un simbolo — ma sempre meno alla portata di tutti. Quello che per decenni ha rappresentato il pasto democratico per eccellenza, il modo più semplice di stare insieme senza pensarci troppo, si sta trasformando in qualcosa che richiede un budget, una scelta, quasi una pianificazione. E quando persino Napoli — la città che la pizza l’ha inventata — segna un rincaro del 51%, c’è poco da consolarsi. Il rituale è ancora lì, ma il conto che arriva a fine serata racconta un Paese in cui anche i piaceri più semplici stanno diventando un privilegio.
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Fonte:
www.greenme.it



