“Strada per strada, casa per casa”. Elly Schlein cita le ultime parole pronunciate da Enrico Berlinguer per raccogliere il Pd attorno a quello che sarà il suo destino da qui a dodici, massimo diciotto mesi: una campagna elettorale permanente. E per allenarsi per una campagna elettorale non c’è niente di meglio di una campagna elettorale: Chieti, San Benedetto del Tronto, Macerata, e poi Cervia, Faenza, Imola. In vista delle elezioni che fra tre settimane rinnoveranno molte amministrazioni comunali, per due giorni la segretaria ha scelto le piazze per mandare agli avversari delle politiche un avvertimento: “la coalizione progressista è molto più unita della destra”.
Dietro l’avvertimento agli avversari non è però difficile scorgere quello agli alleati: primarie o non primarie, la segretaria del Pd non immagina persone diverse da sé stessa alla guida di questa coalizione. “Nel 2022 ci davano per morti – dice – oggi siamo cresciuti e abbiamo una coalizione che è in campo, è competitiva ed è unita, molto più della destra nonostante quello che raccontano. Sono due giorni che vado in giro tra l’Emilia-Romagna, le Marche e l’Abruzzo o ho trovato un sacco di comuni dove la destra è divisa e invece il nostro campo progressista è unito attorno a valori comuni”.
E per spiegare quali sono questi valori comuni, secondo Schlein, dopo la vittoria del No al referendum c’è un modo semplice: “non c’è programma migliore che attuare la nostra Costituzione antifascista, perché per molte persone non è realtà”. La Costituzione per parlare di sanità, di scuola, di lavoro, con la proposta del salario minimo: “appena arriveremo al governo approveremo questo provvedimento per 4 milioni di lavoratori che sono poveri anche se lavorano”. Ma anche con l’articolo 11: “bisogna mettere fine a queste guerre illegali. L’Italia ripudia la guerra. Il governo faccia tutto il possibile per dire a Trump e Netanyahu di fermarsi. Che poi è anche un modo per mettere un argine all’aumento dei prezzi dell’energia e delle bollette più care d’Europa”.
Accanto al modo di tenere insieme il centrosinistra, la campagna elettorale è però anche l’occasione per attaccare il governo: “Meloni ha fallito – dice ancora – sulla sicurezza, sulla crescita. Abbiamo presentato una mozione unitaria di tutta l’alleanza progressista per rispondere a Giorgetti che è venuto a presentare i dati dell’economia, come se dopo tre anni e mezzo potessero ancora dare la colpa a quelli che c’erano prima se hanno la crescita zero, nonostante 200 miliardi di investimenti europei”.
Il tour di campagna elettorale fra le città italiane al voto proseguirà anche nelle prossime settimane, anche per cogliere l’occasione di schierare i sindaci o aspiranti tali come i campioni dell’alleanza progressista sul territorio. Come è successo sotto il primo sole estivo di Cervia, prima tappa della giornata, dove il sindaco del Pd si è dimesso per un’indagine per maltrattamenti in famiglia e adesso il partito candida Mirko Boschetti, 31 anni. Al suo fianco il cittadino più illustre di Cervia, il presidente della Regione Michele de Pascale. “So che non è stata una fase semplice – ha detto Schlein – ma avete dimostrato grande responsabilità. Serve una visione con proposte concrete che migliorano la vita delle persone, la buona politica trova soluzioni: ma deve essere uno sforzo collettivo”.
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