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Shiva al Forum è la strada spiegata alla gente comune

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Hai voglia di parlare di sold out finti: il Forum che accoglie Shiva nella prima delle tre date milanesi (le prossime il 20 e 21 maggio, oltre ai palazzetti a Roma, Napoli, Bologna, Firenze, Torino) è una venue dove i biglietti sono stati venduti per davvero, fino all’ultimo posto, e dove non ci sono stati trucchi strani tipo palchi spostati in avanti per ridurre artificiosamente le capienze e arrivare così con fin troppo facilità al tutto esaurito. Ecco: l’unico accorgimento taglia-capienza è il fatto che il palco si estenda sul parterre con una propaggine a forma di croce, ma qui siamo nel campo della precisa scelta artistica, del messaggio-da-comunicare. Perché l’album che genera questo tour si chiama Vangelo, sul palco troneggia una sorta di nordica chiesa di periferia (attorniata da palazzoni stile blocco: contrasto didascalico ma efficace), e più in generale una delle chiavi di Shiva – di molto amplificata nel suo lavoro più recente – è quello di mettere un po’ di animo e spiritualità nella narrazione di strada. Non troppa, eh, che sennò si va a scivolare nel catechismo dei convertiti, e sia mai; ma uno dei motivi per cui Shiva riempie tre Forum e quasi tutti gli altri no, sta (anche) in un certo tipo di sensibilità emotiva chiara, disarmata, non nascosta.

L’altro motivo è il rap in sé. La delivery, come si diceva un tempo fra gli appassionati del genere. Ora: avevamo visto Shiva apparire nel concerto di Noyz, sempre al Forum, qualche settimana fa, e onestamente s’era sentito il divario rispetto a, per dire, un Danno o un Salmo, e ovviamente rispetto allo stesso padrone di casa. Però per certi versi è anche questione di farci l’orecchio: se sei abituato a un certo tipo di rap, quello forgiato dalla tecnica e dalla palestra della metrica degli anni ’90 e dei primi 2000, e la sera di Noyz al Forum ’sta cosa regnava, chiunque arrivi dalla nuova scuola ti sembra inevitabilmente un po’ impreciso, incerto, insufficiente. Ma se invece ti avvicini al rap con orecchio vergine rispetto a questo periodo storico, e ti ci sei semmai affezionato da metà anni ’10 in poi, questa imprecisione, incertezza, insufficienza è invece espressività, è un modo più moderno e contemporaneo di gestire le rime al microfono. E in questo contesto, Shiva è palesemente uno di quelli bravi. È serrato, è continuo, ha la voce (“It’s mostly the voice”, diceva Guru dei Gang Starr, uno che due o tre cose sulle regole del rap le sapeva). E, fattore non secondario, non è uno che si fa spaventare dal Forum. Abbiamo visto altri suoi colleghi arenarsi di fronte a contesti di questo tipo. Shiva, no. Per nulla.

È stato molto interessante osservare il pubblico. Amici ci hanno preso in giro, sapendo che andavamo a sentire Shiva, dicendo «sarai l’unico maggiorenne, sarà pieno di bambini». Ora, se è vero che a fine live fuori dal Forum abbiamo visto forse il record assoluto di genitori parcheggiati in doppia fila in attesa dei loro pargoli, è anche vero che il pubblico non era per nulla così minorenne. Era semmai un pubblico di persone molto normali, in stragrande maggioranza. Sì: normali. Giovani, ventenni o giù di lì (con qualche punta in su), normali. Pochissime le truppe di zarri a petto nudo. E questo completava un altro tassello nel capire i motivi del successo non ordinario di Shiva: più di altri, infatti, è un perfetto traduttore dell’etica ed estetica cattiva di strada per un pubblico di persone appunto normali che però – per sognare, per sfuggire alla banalità, per divertirsi un po’, per il brivido dell’emozione – vogliono sentirsi trasportate in contesti un po’ malamente.

Shiva lo fa nel modo giusto: senza esagerare, senza perdercisi, senza comunicare un’aura di purulenta morbosità e pericolosa criminalità, ma risultando comunque credibile, convincente, e di conseguenza le cazzate che gli è capitato di fare nella vita reale – quelle che lo hanno portato, seppure brevemente, in carcere – invece di danneggiarne il profilo lo hanno guarda caso rafforzato. Ma il rispetto dei colleghi – il “Free Shiva” diventato all’epoca della carcerazione ubiquo, l’essere per dire invitato sul palco da un Noyz come si diceva prima, ma potremmo davvero fare mille esempi – dimostra che Andrea Arrigoni in arte Shiva è una persona ok, come etica artistica: non un furbo approfittatore del momento, della retorica da criminale ad uso stream. Non ci sarebbe stata altrimenti così tanta solidarietà attorno a lui, da parte della scena. E il pubblico lo ama, Shiva. Ne conosce le canzoni, ne apprezza l’immaginario, ne sostiene la messa in scena, e dedica la stessa foga sia al materiale vecchio che a quello nuovo.

C’è stato solo un unico problema, ieri sera al Forum. E nasce dalla convinzione – colpa della fissazione per i numeri, per i misuramenti quantitativi? – che pare davvero cogliere tantissimi rapper che arrivano al Forum: la certezza cioè che sia obbligatorio fare concerti torrenziali, oltre le due ore, come se qualità e unicità fossero direttamente proporzionali alla quantità (forse chissà per espiare i tanti soldi raccolti in giro facendo le marchette live da quaranta/trenta/venti minuti nelle discoteche e nelle venue di provincia…). Il risultato è che i 12 mila del Forum, che appunto di loro non lesinavano certo entusiasmo e partecipazione, sono arrivati davvero sfiniti alle battute finali del concerto. A tre tracce dalla fine della scaletta Shiva dice al microfono «Siamo giunti alla fine», e nella classica liturgia da live qui dovrebbe fare da contraltare il pubblico che urla «Nooooooooo…». Beh: non accade. L’eccessiva lunghezza della set list – la vedete qui sotto, sono più di 30 brani – è un autogol, e probabilmente una ancora non raggiunta capacità di gestire/costruire i concerti veri e propri ha generato l’errore di non sapere costruire una dinamica corretta, quella che sa che nel live migliori l’entusiasmo maggiore lo si deve raggiungere verso la fine. Ieri al Forum la curva dell’entusiasmo è partita altissima, è rimasta tale per almeno due terzi, poi è andata in lenta e costante discesa. Bisogna lavorare su questo. Nemmeno l’apparizione nel blocco finale di Sfera, per un poker di pezzi, ha invertito la tendenza (uno Sfera palestratissimo, ormai sembra l’LL Cool J dei Platinum Workout, per darvi una reference da vecchiacci).

Detto questo: chi è venuto perché fan di Shiva, dal Forum ieri è uscito assolutamente contento. Chi si è detto «Mah, proviamo, vediamo com’è dal vivo», non dovrebbe aver rimpianto i soldi spesi per il biglietto, tutt’altro. Chi infine pensava di trovare il solito (t)rapper che fatica a chiudere le barre e smozzica fonemi a caso perché altro non sa fare e il genere non sa offrire, ha trovato invece un artista che potrebbe durare nel tempo, se riesce sempre a mantenere l’equilibrio tra credibilità da malamente ed evoluzione personale. Luci ok, scenografie ok, capacità di tenere fisicamente il palco pure (curiosa però la scarsissima interazione fisica tra Shiva e Sfera, quando i due erano insieme sul palco: voluta o naturale, perché in fondo ciascuno di loro è abituato a far da solo?). Non ci sono stati effetti speciali, trovate sceniche wow, band sul palco, frizzi, lazzi: quello no. Ma, per ora, Shiva non ne ha bisogno. E questa per lui è una buona notizia.

Scaletta:01 Intro1 + Take 6 + Non e’ easy + Cup + Santana season + Wop wop02 Milano angels03 6am04 Niente da perdere05 Take 506 Gotham07 Arsenico08 Mon fre09 Bossoli10 Gde wow ft Flaco G11 Take 412 Soldi in nero13 Soldi puliti14 (Quickchange)Intro2 + V x vangelo15 Intro Ave maria + Peccati16 Polvere rosa17 Obsessed18 Baby face19 Spie20 Bad bad bad21 Coscienza22 Vvs Cartier23 Non metterci becco ft Sfera24 Come se non fossi nei guai ft Sfera25 Neon ft Sfera26 Alleluia ft Sfera27 Un altro show28 Big city life29 Diversi30 Syrup (x3)31 Polvere32 Non lo sai​​​​​​​​​​​​​​​​


Fonte:

www.rollingstone.it

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