Un vertice di maggioranza si è tenuto questa mattina a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, oltre al capo politico di Noi moderati Maurizio Lupi.
“Nella riunione a Chigi uno dei principali temi è stato il tema dell’energia, le crisi internazionali confermano che non possiamo più essere dipendenti, ora noi siamo dipendenti, il nucleare è una scelta, essere contro vuol dire essere contro i nostri figli, quindi si deve dire sì al nucleare”, ha detto Salvini intervenendo in seguito al convegno ‘Agenda Italia – Nucleare – La sfida energetica per la crescita del Paese’, sottolineando che “su questo si è perso troppo tempo, siamo a tre anni di legislatura”. Nel vertice, ha aggiunto, “non abbiamo minimamente parlato delle nomine” in Consob e all’Antitrust. Invece “procederemo dritti” sulla legge elettorale.
La crisi nello Stretto di Hormuz è stata tra i temi affrontati dal verticea Palazzo Chigi. Durante la riunione, spiegano fonti di centrodestra, è stata ribadita la volontà, già espressa dal governo, di continuare a lavorare con l’Europa nel dialogo con gli Usa per favorire una soluzione diplomatica. Si valuta anche, spiegano le stesse fonti, la disponibilità a una eventuale partecipazione a una missione internazionale per lo sminamento delle acque dello Stretto, sempre in una cornice internazionale. Non sarebbe in ogni modo, viene precisato, una missione di guerra.
Secondo le stesse fonti, il vertice è servito a fare il punto sulla riforma della legge elettorale. La volontà emersa nella riunione, si spiega, è di proseguire nel dialogo con le opposizioni.
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