Denuncia della ex a Del Vecchio: è questa l’accusa che ieri ha portato nuovamente la controversia familiare sotto i riflettori. Secondo il racconto della madre, l’imprenditore non le consentirebbe di vedere la figlia, una situazione che i legali della donna hanno descritto con parole dure definendo la piccola ‘in ostaggio sulla barca’. I legali hanno inoltre riferito che l’incontro di ieri è durato soltanto qualche minuto, circostanza che la parte offesa ha formalizzato con una querela e che ora è all’esame degli inquirenti.
Al centro della vicenda c’è il conflitto sul diritto di visita e l’esercizio della potestà genitoriale: le parti si accusano reciprocamente di intralciare gli incontri e di utilizzare, a detta dell’una e dell’altra, mezzi che limitano la relazione genitore-figlio. La circostanza della residenza su una imbarcazione aggiunge complessità pratica e giuridica, sollevando questioni di competenza territoriale e di effettiva possibilità di esercizio dei diritti genitoriali. Fonti legali consultate sottolineano che la brevità degli incontri può essere significativa nel valutare un pregiudizio per il minore.
La madre ha chiesto misure urgenti per garantire il rapporto con la figlia e per tutelarne la serenità, e i suoi legali hanno annunciato che valuteranno ogni azione legale utile, compresa la richiesta di intervento al Tribunale per i Minorenni e, se necessario, alla Procura competente. Le autorità potranno disporre accertamenti sulla condizione della bambina, avviare eventuali provvedimenti cautelari sull’affidamento o attivare i servizi sociali per valutare il contesto familiare. Ogni decisione, sottolineano gli esperti, dovrà contemperare la tutela della privacy con il primario interesse del minore.
Il caso richiama l’attenzione su un tema più ampio: le difficoltà di dirimere conflitti familiari quando sono coinvolti beni mobili come imbarcazioni e ambienti non convenzionali di residenza. Gli operatori del diritto ricordano che le soluzioni più rapide e meno invasive sono quelle che favoriscono il mantenimento del rapporto affettivo, pur assicurando misure di protezione quando necessario. Per il momento resta aperta la fase istruttoria: l’esito degli accertamenti determinerà eventuali provvedimenti giudiziari.
Le parti coinvolte mantengono posizioni ferme e contrapposte, mentre l’opinione pubblica segue con attenzione le evoluzioni di una vicenda delicata. L’appello ripetuto dagli avvocati è che le verifiche siano rapide e improntate al rispetto del superiore interesse della minore, condizione che dovrà guidare ogni valutazione delle autorità competenti.

