In un condominio milanese una giovane donna è stata avvicinata e aggredita mentre entrava nello stabile: è accaduto nel pomeriggio di mercoledì, quando un uomo le ha impedito di salire le scale cercando di immobilizzarla con forza. La vittima ha reagito con prontezza, divincolandosi e richiamando l’attenzione con grida che hanno costretto l’aggressore a fuggire nel quartiere circostante.
La tempestiva segnalazione ai servizi di emergenza ha consentito alla Polizia di Stato di avviare immediatamente le indagini. Gli agenti della locale Squadra Mobile, supportati dai poliziotti del Commissariato di zona, hanno raccolto la testimonianza della vittima e dei condomini presenti. Fondamentale si è rivelata l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza comunale e degli impianti privati, che hanno immortalato la targa dell’autovettura utilizzata dal sospetto.
Attraverso la comparazione dei frame estrapolati e il controllo delle banche dati, gli inquirenti hanno individuato un uomo di trentadue anni, residente nel medesimo quartiere. Nei giorni successivi è scattata una perquisizione domiciliare disposta dalla Procura di Milano, al termine della quale è stato rinvenuto l’abbigliamento corrispondente a quello indossato durante l’aggressione. L’uomo, già noto per precedenti penali, è stato quindi fermato con l’accusa di tentata violenza sessuale.
Il fermo è stato convalidato nelle ultime ore dal gip, che ha disposto la custodia cautelare in carcere. Nel provvedimento, basato su gravi indizi di colpevolezza e sul concreto pericolo di fuga, vengono evidenziate le modalità violente e la particolare efferatezza del gesto. Le autorità hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine, nonché l’efficacia delle tecnologie di sorveglianza urbana nella prevenzione e repressione dei reati.
La vittima, assistita da uno psicologo della Polizia, ha incontrato il pm per la ricostruzione dettagliata dell’episodio e ha confermato la ricostruzione degli investigatori. Intanto proseguono gli accertamenti per verificare eventuali complicità o altri episodi analoghi nella zona. Sul fronte istituzionale si rilancia l’appello a potenziare ulteriormente la rete di videocamere e il numero di pattuglie di prossimità, per garantire maggiore sicurezza nei luoghi di accesso ai condomini e sulle vie pubbliche.

