I risultati dello studio
coordinato dall’Istituto europeo di oncologia e dalla Fondazione
Champalimaud, di Lisbona, sono stati recentemente pubblicati sul
Journal of Clinical Oncology a firma di Andrea De Censi,
l’oncologo italiano riconosciuto a livello internazionale per il
suo lavoro nel campo delle terapie a basso dosaggio, attuale
direttore della “Breast Unit” presso il centro clinico di
Oncologia della Champalimaud, nella capitale portoghese.
Lo studio, condotto su un campione di1545 pazienti seguite
per nove anni, conferma l’efficacia del tamoxifene a basse dosi
nella prevenzione delle recidive e dei nuovi tumori del seno,
sia nelle donne in premenopausa che in quelle in postmenopausa.
Gli effetti benefici del tamoxifene a dosi elevate (20 mg
al giorno per cinque anni) sono noti da decenni, ma il suo
impiego clinico è stato limitato a causa della sua tossicità,
che comprende un aumento del rischio di cancro dell’endometrio,
tromboembolia venosa e altri sintomi ginecologici e disfunzioni
sessuali. I recenti risultati dimostrano che, nei carcinomi
duttali in situ e nelle lesioni mammarie ad alto rischio, la
riduzione della dose della terapia ormonale con tamoxifene
consente di mantenere l’efficacia preventiva della dose
standard, ma allo stesso tempo riduce in modo sostanziale gli
effetti collaterali. Il dosaggio di 5 mg al giorno, o 10 mg a
giorni alterni, oggi può davvero essere considerato uno standard
di cura preventiva dopo l’intervento chirurgico.
“Questo studio rappresenta una dimostrazione evidente il
cambio di paradigma nella ricerca, non più orientata sulla
massima dose tollerata, bensì sulla minima dose efficace”, dice
De Censi. “Tutto ciò, associato alle possibilità della diagnosi
precoce, significa poter risparmiare alle nostre pazienti il
sovraccarico di dose”.
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Fonte:
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