Schlein e Conte segnalano un orientamento verso le primarie come metodo per individuare candidature e ruoli all’interno dell’area progressista. A Roma i messaggi provenienti dai due ambienti politici hanno messo in evidenza la volontà di ricorrere a procedure interne di selezione, con il Movimento che sottolinea la necessità di mantenere autonomia rispetto al Partito Democratico.
Il leader del Movimento 5 Stelle ha motivato questa scelta come strumento per evitare una posizione di subalternità nei confronti del Partito avversario. Sul fronte dem, il riferimento di collegamento citato nella giornata ha replicato che la decisione non dovrebbe creare tensioni interne: il commento del deputato Bettini è stato interpretato come un invito a procedere senza malumori tra le forze coinvolte. Tutte le dichiarazioni sono state rese nell’ambito di incontri e dichiarazioni pubbliche a Roma.
Un elemento centrale dell’orientamento espresso è il rifiuto di ricorrere a un ruolo di “garante” esterno per sovrintendere alla selezione dei candidati. La formula del garante, discussa in alcuni dibattiti politici, è stata esplicitamente scartata da interlocutori che preferiscono regole e confronti interni, percepiti come più legittimanti per la scelta dei rappresentanti.
Resta ora da definire il perimetro operativo: modalità di voto, platea dei partecipanti e calendario non sono stati ancora formalizzati e saranno oggetto di ulteriori consultazioni tra le parti. La prosecuzione del confronto determinerà se le primarie saranno effettivamente l’orizzonte condiviso o se emergeranno soluzioni alternative concordate dalle leadership. Nel frattempo, le posizioni espresse a Roma segnalano un atteggiamento chiaro sulla salvaguardia dell’autonomia decisionale dei singoli soggetti politici.

