INCHIESTA — Hazte Oír chiede alla giustizia spagnola di esaminare il ruolo di Fouad Ali El Himma negli eventi di Ceuta. Ma chi è esattamente il querelante? Associazione spagnola registrata da oltre vent’anni, Hazte Oír è diventata una presenzia abituale nei tribunali e nelle procedure a forte dimensione politica. Ha vinto diverse battaglie sulla libertà di espressione, ha perso il suo status di associazione di pubblica utilità e ha visto, solo pochi mesi prima dell’affare di Ceuta, l’Audiencia Nacional respingere una querela particolarmente grave contro José Luis Rodríguez Zapatero per mancanza di indizi sufficienti. Il suo percorso giudiziario permette di misurare la portata reale della nuova procedura che prende di mira il consigliere di Mohammed VI e, soprattutto, di distinguere le accuse del querelante da ciò che la giustizia spagnola ha realmente stabilito.
DA ZAPATERO A FOUAD ALI EL HIMMA, DUE ACCUSE PARTICOLARMENTE GRAVI IN POCHI MESI
La stessa associazione, la stessa giurisdizione e, a pochi mesi di distanza, due fascicoli penali di un’eccezionale gravità. All’inizio del 2026, Hazte Oír chiedeva all’Audiencia Nacional di indagare sull’ex presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero per riciclaggio di capitali, traffico di stupefacenti e appartenenza a un’organizzazione criminale, in particolare a causa dei suoi rapporti con il potere venezuelano. Il 2 febbraio, il magistrato Antonio Piña si è rifiutato di ammettere la querela. Nella sua comunicazione ufficiale, il Consiglio Generale del Potere Giudiziario spagnolo precisa che il giudice ha considerato che i fatti invocati provenivano da fonti aperte, in particolare da informazioni giornalistiche, senza che Hazte Oír fornisse gli «indizi razionali di criminalità» necessari all’apertura di un procedimento penale. Il magistrato rilevava inoltre che non era stato fornito alcun fatto concreto che consentisse di collegare Zapatero ai reati di traffico di stupefacenti, organizzazione criminale o riciclaggio che gli venivano attribuiti.
Alcuni mesi dopo, Hazte Oír torna davanti all’Audiencia Nacional con una nuova iniziativa giudiziaria, questa volta legata agli eventi di Ceuta. Tra i responsabili di cui l’associazione chiede di esaminare il ruolo figura Fouad Ali El Himma, consigliere del re Mohammed VI. L’esistenza di questa querela è accertata. Ma il suo deposito non significa che le accuse in essa contenute siano state fatte proprie da un magistrato: è precisamente questa la differenza essenziale tra l’esistenza di una querella e la validazione giudiziaria del suo contenuto.
HAZTE OÍR: UN’ASSOCIAZIONE PRIVATA LEGALMENTE REGISTRATA DA OLTRE VENT’ANNI
Hazte Oír non è né un’istituzione pubblica, né un servizio investigativo, né un organo con una competenza particolare in materia di intelligence o sicurezza nazionale. Giuridicamente, si tratta di un’associazione privata spagnola senza scopo di lucro. La sua denominazione ufficiale è Asociación Hazteoir.org e figura nel Registro Nacional de Asociaciones con il numero 167805. La sua esistenza e il suo numero di registrazione compaiono direttamente nel Boletín Oficial del Estado, la Gazzetta Ufficiale spagnola. Nel maggio 2013, il Ministero dell’Interno le aveva concesso la qualifica di associazione di pubblica utilità, dopo l’esame del fascicolo amministrativo presentato dall’organizzazione. Il BOE precisa che all’epoca le autorità ritenevano che soddisfacesse i requisiti necessari per ottenere tale riconoscimento.
Fondata nel 2001 attorno all’avvocato spagnolo Ignacio Arsuaga, Hazte Oír si è progressivamente fatta conoscere con campagne dedicate all’aborto, alla famiglia, all’educazione, alle politiche di genere e, più in generale, con prese di posizione conservatrici particolarmente visibili nel dibattito pubblico spagnolo. L’organizzazione si è dotata nel corso degli anni di una notevole capacità di mobilitazione, combinando petizioni, campagne digitali, azioni nello spazio pubblico e ricorsi ai tribunali. Questa longevità e questa struttura sono importanti: Hazte Oír non è una struttura improvvisata apparsa in occasione dell’affare di Ceuta. Ma la sua esistenza legale non conferisce naturalmente alcuna presunzione particolare di veridicità alle accuse che può depositare davanti a un tribunale.
PERCHÉ HAZTE OÍR HA PERSO LO STATUS DI ASSOCIAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
Il riconoscimento ottenuto nel 2013 non è stato definitivo. Il Ministero dell’Interno spagnolo ha revocato lo status di pubblica utilità a Hazte Oír con effetto dal 4 febbraio 2019. La revoca e il numero di registrazione dell’associazione sono annotati direttamente nel Boletín Oficial del Estado.
Hazte Oír ha contestato questa decisione, ma l’Audiencia Nacional le ha dato torto nel marzo 2020. La giurisdizione ha confermato che l’associazione non doveva più beneficiare del riconoscimento di pubblica utilità, in particolare a causa della sua campagna denominata «HOBus» del 2017. Secondo il Consiglio Generale del Potere Giudiziario, il tribunale ha considerato che tale campagna fosse incompatibile con l’obbligo, legato a questo status, di promuovere l’interesse generale nella sua dimensione di tolleranza. La perdita dello status non ha tuttavia comportato né il divieto né la dissoluzione di Hazte Oír: l’organizzazione ha continuato a svolgere normalmente le sue attività come associazione privata.
Questa precisione è importante perché permette di non esagerare la portata della decisione. Hazte Oír rimane un’associazione perfettamente legale in Spagna. Ciò che le è stato revocato è un riconoscimento amministrativo particolare e i vantaggi ad esso associati, non il suo diritto di esistere o di esercitare la propria attività.
UN’ORGANIZZAZIONE MILITANTE CHE HA FATTO DEI TRIBUNALI UNO DEI SUOI CAMPI D’AZIONE
Con il tempo, il ricorso alla giustizia è diventato una componente importante della strategia di Hazte Oír. L’associazione deposita querele, cerca di intervenire in diversi procedimenti penali e utilizza in particolare l’acción popular, un meccanismo particolare del diritto spagnolo che consente, a determinate condizioni, a una persona o a un’organizzazione di partecipare a un procedimento penale anche se non è direttamente vittima dei fatti perseguiti.
Questa attività giudiziaria dà regolarmente ad Hazte Oír una visibilità notevole. Impone tuttavia di distinguere fasi che vengono spesso confuse nel dibattito pubblico: depositare una querela, vederla registrata, ottenere l’apertura di un’indagine, vedere persone formalmente iscritte nel registro degli indagati dalla giurisdizione e ottenere infine una decisione che stabilisca le responsabilità sono realtà giuridicamente molto diverse. Il semplice deposito di una querella permette al querelante di presentare la propria versione dei fatti e di chiedere indagini; non significa che il tribunale consideri tale versione come accertata.
IL PRECEDENTE ZAPATERO PONE DIRETTAMENTE LA QUESTIONE DELLA QUALITÀ DELLE PROVE
Il fascicolo riguardante José Luis Rodríguez Zapatero è particolarmente istruttivo quando si cerca di valutare la nuova iniziativa di Hazte Oír. In quel caso, le accuse avanzate erano tra le più gravi che potessero essere mosse contro un ex capo di governo: traffico di stupefacenti, riciclaggio di capitali e appartenenza a un’organizzazione criminale. Tuttavia, dopo aver esaminato il documento presentato dall’associazione, il magistrato dell’Audiencia Nacional ha ritenuto di non disporre degli elementi necessari per aprire un procedimento penale.
Il comunicato ufficiale del potere giudiziario è particolarmente esplicito. Il giudice ha rilevato che i fatti avanzati provenivano da fonti aperte, «specialmente da informazioni giornalistiche», e che non era stato fornito alcun indizio razionale di criminalità. Il magistrato ha anche ricordato che una convinzione personale o popolare non poteva essere confusa con l’esistenza di fatti dotati di una consistenza sufficiente per far scattare un procedimento penale.
Questo precedente non dimostra assolutamente che la nuova querela relativa a Ceuta subirà la stessa sorte. Sarebbe giuridicamente scorretto utilizzare il fallimento di un fascicolo per affermare che un altro sia necessariamente infondato. Ma stabilisce qualcosa di rilevante per valutare il querelante: Hazte Oír ha già formulato accuse penali estremamente gravi che l’Audiencia Nacional si è rifiutata di istruire poiché considerava gli elementi prodotti insufficienti.
HAZTE OÍR HA OTTENUTO ANCHE VITTORIE DAVANTI ALLA GIUSTIZIA
Presentare l’organizzazione unicamente attraverso le sue sconfitte giudiziarie darebbe tuttavia un’immagine distorta del suo percorso. Hazte Oír ha anche vinto diverse battaglie importanti davanti ai tribunali spagnoli, particolarmente quando difendeva il proprio diritto alla libertà di espressione e alla partecipazione al dibattito politico. Alcune delle sue campagne controverse hanno così beneficiato della protezione delle giurisdizioni, fino al Tribunal Supremo.
Queste decisioni favorevoli permettono di inquadrare meglio la questione della sua credibilità. Hazte Oír non è né un’associazione le cui iniziative verrebbero automaticamente respinte dalla giustizia, né un’organizzazione le cui affermazioni godrebbero di una qualsiasi validazione preventiva. I tribunali le hanno dato ragione quando hanno ritenuto che i suoi diritti fondamentali fossero stati violati; hanno altresì respinto le sue richieste quando ritenevano che le condizioni giuridiche o probatorie necessarie non fossero soddisfatte.
La differenza è fondamentale: ottenere la protezione giudiziaria del diritto di esprimere un’opinione, anche particolarmente aggressiva, non equivale a far riconoscere da un tribunale che un’accusa penale rivolta a un terzo sia vera.
UNA SANZIONE AMMINISTRATIVA CONFERMATA DALLA GIUSTIZIA
La storia dell’associazione comprende anche decisioni sfavorevoli riguardanti alcune delle sue stesse campagne. Una sanzione amministrativa di 20.000 euro è stata in particolare inflitta dopo una campagna condotta a Barcellona nel novembre 2022 contenente messaggi rivolti alle persone trans e non binarie. Hazte Oír ha contestato questo provvedimento invocando in particolare la libertà di espressione, ma una giurisdizione ha poi confermato la sanzione.
La qualificazione esatta deve essere mantenuta: si tratta di una sanzione amministrativa confermata in sede giudiziaria, e non di una condanna penale. Questa distinzione è essenziale in un fascicolo che cerca precisamente di non trasformare le qualificazioni giuridiche né di attribuire a una decisione una portata che non ha.
CIÒ CHE HAZTE OÍR AFFERMA OGGI SU FOUAD ALI EL HIMMA
È alla luce di questa storia che deve essere esaminata la querela relativa agli eventi di Ceuta. Hazte Oír chiede all’Audiencia Nacional di esaminare diverse responsabilità marocchine e spagnole. Le informazioni pubblicate sulla querela riferiscono di presunti membri o responsabili dei servizi marocchini, della Gendarmeria Reale e delle Forze Ausiliarie, nonché di persone che il querelante considera suscettibili di aver partecipato all’organizzazione o alla direzione degli eventi. Sul fronte spagnolo, anche il delegato del governo a Ceuta, Miguel Ángel Pérez Triano, figura tra i responsabili indicati nell’iniziativa dell’associazione.
Il nome politicamente più sensibile è tuttavia quello di Fouad Ali El Himma. Hazte Oír afferma che diverse informazioni lo presenterebbero come il «presunto cervello» dell’operazione. Questa formulazione costituisce una delle principali accuse del querelante e deve, in questa fase, essergli strettamente attribuita. Nessuna sentenza pubblica nota stabilisce che l’Audiencia Nacional consideri Fouad Ali El Himma come organizzatore degli eventi né che sia stata accertata una responsabilità penale a suo carico.
La prudenza su questo punto non è una presa di posizione a favore del responsabile marocchino. Corrisponde semplicemente allo stato della procedura: un’associazione formula un’accusa e chiede alla giustizia di esaminarla; spetta poi ai magistrati e ai servizi investigativi verificarne la consistenza.
LA PROCEDURA SU CEUTA NON È NATA DALLA QUERELA DI HAZTE OÍR
Un altro elemento permette di capire esattamente a che punto sia il fascicolo. L’esame degli eventi di Ceuta da parte dell’Audiencia Nacional non è iniziato a seguito della sola iniziativa di Hazte Oír. La magistrata María Tardón aveva già avviato delle diligenze dopo una querela depositata da Iustitia Europa e chiesto informazioni alle forze di sicurezza spagnole al fine di precisare le circostanze degli eventi.
La giustizia cerca in particolare di sapere quali informazioni potessero essere giunte ai servizi spagnoli prima dell’arrivo massiccio di persone a Ceuta e se le circostanze riscontrate potessero eventualmente corrispondere a un’azione concertata o diretta suscettibile di rientrare nella competenza dell’Audiencia Nacional. La querela di Hazte Oír si è poi aggiunta a questa procedura, così come una denuncia presentata da Vox.
Questa cronologia è essenziale. Significa che l’Audiencia Nacional sta effettivamente esaminando gli eventi di Ceuta, ma che sarebbe eccessivo dedurne che «la giustizia spagnola persegue Fouad Ali El Himma». In questa fase, la formulazione più precisa è che Fouad Ali El Himma è citato nominalmente in una querela depositata da Hazte Oír e inserita in una procedura giudiziaria relativa agli eventi di Ceuta.
LE IMMAGINI DEL TARAJAL: UN TASSELLO DA VERIFICARE, NON UN’IDENTIFICAZIONE GIÀ STABILITA
Hazte Oír afferma inoltre di aver consegnato alla giustizia una documentazione grafica riguardante un veicolo e diverse persone osservate nei pressi del Tarajal. L’associazione ritiene che il loro comportamento giustifichi delle indagini e chiede alle autorità giudiziarie di determinare la loro identità e le loro eventuali connessioni con i servizi marocchini.
La formulazione stessa di questa richiesta fornisce un’indicazione importante sullo stato del fascicolo. Se Hazte Oír chiede alla giustizia di identificare queste persone e di stabilire i loro eventuali collegamenti, ciò significa che la loro appartenenza a un servizio marocchino non è, in questa fase, giudiziariamente accertata.
Le immagini possono quindi costituire un elemento interessante da verificare. Non permettono, nello stato pubblico attuale del fascicolo, di scrivere come un fatto dimostrato che le persone filmate siano agenti della DGST o di un’altra struttura marocchina. Trasformare questa ipotesi in un’affermazione equivarrebbe a presentare il risultato atteso di un’indagine come se tale indagine fosse già stata condotta.
LA PRINCIPALE INCOGNITA: QUALI PROVE CONTRO FOUAD ALI EL HIMMA?
È probabilmente la questione più importante dell’intera vicenda. Hazte Oír afferma di disporre di informazioni sufficientemente serie per chiedere all’Audiencia Nacional di esaminare il ruolo di Fouad Ali El Himma. Ma gli elementi attualmente resi pubblici non permettono ancora di conoscere con precisione la natura di tutte le prove su cui si basa questa accusa.
Si tratta di rapporti di intelligence, testimonianze, comunicazioni, documenti amministrativi, elementi ottenuti direttamente dal querelante, articoli di stampa o riscontri effettuati a partire da fonti pubbliche? La differenza è notevole. Il precedente Zapatero mostra precisamente che l’Audiencia Nacional può considerare che informazioni aperte e pubblicazioni giornalistiche, per quanto numerose, non bastino a costituire gli indizio necessari all’apertura di un procedimento penale.
In mancanza di un accesso completo alla querella e soprattutto a tutti i suoi allegati, attribuire oggi un valore probatorio preciso agli elementi avanzati contro El Himma sarebbe quindi prematuro. Saranno la reazione della giustizia ai documenti prodotti e il risultato delle verifiche di polizia richieste a permettere di misurare realmente la solidità del fascicolo.
QUINDI, HAZTE OÍR È CREDIBILE?
L’esame della sua storia giudiziaria porta a una risposta molto più sfumata di un semplice sì o no. Hazte Oír è un’organizzazione reale, legalmente registrata, strutturata, con anni di attività e perfettamente in grado di utilizzare i meccanismi della giustizia spagnola. Ha ottenuto diverse decisioni giudiziarie favorevoli e possiede un’esperienza notevole nelle procedure. Sarebbe quindi falso presentarla come una struttura fantasma o come un querelante giudiziariamente irrilevante.
Ma il suo percorso dimostra con pari chiarezza che la gravità delle accuse che muove non costituisce di per sé alcuna garanzia della loro solidità. Ha perso lo status di pubblica utilità dopo una decisione amministrativa confermata dall’Audiencia Nacional. Alcune delle sue campagne sono state oggetto di sanzioni. E soprattutto, solo pochi mesi prima dell’affare di Ceuta, l’Audiencia Nacional ha respinto una querela in cui Hazte Oír formulava contro un ex presidente del governo accuse di narcotraffico, riciclaggio e organizzazione criminale, proprio perché i magistrati ritenevano che gli indizi presentati fossero insufficienti.
La conclusione non consiste quindi nel dichiarare Hazte Oír «credibile» o «non credibile» per principio. L’unico metodo valido consiste nel verificare indipendentemente ciascuna delle sue accuse ed esaminare ciò che ne fanno i magistrati.
UNA QUERELA REALE, UN’ACCUSA CHE RESTA DA STABILIRE GIUDIZIARIAMENTE
Diversi elementi possono essere oggi considerati accertati. Hazte Oír esiste legalmente sotto la denominazione Asociación Hazteoir.org e porta il numero di registrazione nazionale 167805. Ha beneficiato dello status di associazione di pubblica utilità a partire dal 2013 prima di perderlo nel 2019, revoca poi confermata dall’Audiencia Nacional.
L’associazione ha inoltre avviato una procedura riguardante gli eventi di Ceuta in cui Fouad Ali El Himma è esplicitamente indicato. Questa iniziativa si inserisce ormai in una procedura esaminata dall’Audiencia Nacional. Questi sono fatti.
Ciò che non è stabilito è altrettanto importante. Nessuna sentenza pubblica dice oggi che Fouad Ali El Himma abbia organizzato gli eventi. Le persone che appaiono nelle immagini evocate dal querelante non sono state pubblicamente identificate da una decisione giudiziaria come membri della DGST. E il fatto che le accuse di Hazte Oír siano state inserite in un fascicolo giudiziario non costituisce la loro validazione da parte della magistrata incaricata di esaminarlo.
Il fascicolo merita dunque di essere seguito proprio perché esiste una procedura e riguarda una personalità situata al centro del potere marocchino. Ma la sua vera portata dipende ormai da ciò che gli investigatori potranno verificare e da ciò che la giustizia deciderà di accogliere.
Fouad Ali El Himma è effettivamente nel mirino di una querela in Spagna. La prova giudiziaria delle accuse mosse contro di lui resta invece ancora da stabilire.

