Al Complesso di Donnaregina a Napoli è stata inaugurata oggi una iniziativa culturale che trasforma il legno recuperato dai barconi dei migranti in strumenti musicali. La riapertura dell’istituzione segna l’avvio di un progetto che coniuga pratiche artistiche e percorsi di memoria, ponendo al centro materiali e storie legate alle traversate del Mediterraneo.
Il lavoro, frutto della collaborazione tra artisti, artigiani e realtà del territorio, prevede la raccolta e la lavorazione del materiale ligneo per concepire strumenti capaci di restituire una dimensione sonora alle vicende umane che il legno porta con sé. L’operazione insiste su due piani: il valore estetico delle opere e la funzione simbolica del riuso, che trasforma detriti di viaggio in oggetti di espressione musicale e riflessione pubblica.
Dal punto di vista sociale, l’iniziativa si propone come spazio di coinvolgimento e confronto sui temi dell’accoglienza e della memoria collettiva. Attraverso la materialità degli strumenti, il progetto stimola una lettura nuova delle migrazioni, inserendole in un orizzonte culturale che affianca alla testimonianza il linguaggio dell’arte. Il recupero dei materiali si intreccia così con pratiche di sostenibilità e riuso, offrendo al contempo possibili occasioni di partecipazione per comunità e operatori culturali locali.
La riapertura del Complesso anima la programmazione culturale della città e pone l’attenzione su modalità diverse di conservare e restituire memoria. L’iniziativa, oltre a esporre gli strumenti e a favorire momenti di ascolto, invita a considerare il ruolo delle istituzioni culturali nel promuovere progetti che uniscano linguaggi creativi e responsabilità sociale, con ricadute pratiche sul dialogo pubblico e sulla fruizione del patrimonio materiale e simbolico legato alle rotte migratorie.

