HomeAmbienteRanger aborigeni contro le reti fantasma: la battaglia sulle coste australiane

Ranger aborigeni contro le reti fantasma: la battaglia sulle coste australiane

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Le comunità indigene del nord-ovest dell’Australia hanno organizzato squadre di ranger per rimuovere le cosiddette reti da pesca abbandonate, note come “ghost nets”, che arrivano trasportate dalle correnti. Queste reti intrappolano tartarughe, squali e altri animali marini, raccolgono rifiuti che arrivano a riva e si degradano in microplastiche persistenti. Il fenomeno interessa soprattutto coste e isole remote, dove l’accesso è limitato e l’impatto sugli ecosistemi locali è particolarmente acuto.

Anindilyakwa e Yolŋu sono tra i popoli aborigeni che guidano le operazioni: le loro squadre setacciano tratti di costa che si estendono per centinaia di chilometri, talvolta coprendo fino a 1.000 km. Sul campo si utilizzano chiatte con verricelli per recuperare reti impigliate sui fondali e droni dotati di intelligenza artificiale per la ricognizione dall’alto: l’uso dei droni ha aumentato nettamente il numero di reti individuate. La collaborazione con Charles Darwin University ha facilitato l’introduzione di tecnologie e l’analisi delle aree più colpite; nel 2025 le squadre Yolŋu hanno rimosso circa 13 tonnellate di detriti marini.

Le dimensioni del problema sono evidenti anche dagli studi sulle isole: nel 2019, le isole Cocos hanno registrato grandi accumuli di rifiuti plastici. L’agenzia scientifica nazionale australiana ha documentato una riduzione complessiva dell’inquinamento costiero di circa un terzo negli anni recenti, ma le reti fantasma restano un’urgenza. Lo smaltimento è complesso: molti depositi rifiutano le reti per timori di contaminazione da metalli pesanti come il piombo, mentre parte del materiale viene recuperata per attività artistiche e tessiture tradizionali, senza però assorbire tutto il flusso in entrata.

Per affrontare il problema, il governo australiano ha stanziato 25 milioni di dollari a fine 2025 per attrezzature, spazi di stoccaggio e programmi di prevenzione rivolti anche ai paesi del sud-est asiatico, in particolare Indonesia, da cui provengono molte delle reti abbandonate. L’iniziativa combina raccolta, ricerca e campagne di sensibilizzazione con l’obiettivo dichiarato di ridurre e poi eliminare le reti fantasma di origine internazionale entro il 2030, un traguardo che richiede coordinamento transnazionale e risorse continuative.

Elena Mariani
Elena Mariani
Elena Mariani è una giornalista e collaboratrice editoriale de La Fonte Libera. Si occupa principalmente di attualità, società, politica e temi di interesse pubblico, con particolare attenzione ai cambiamenti che interessano l’Italia e l’Europa. Nei suoi articoli propone analisi e approfondimenti basati sul confronto delle fonti e sulla contestualizzazione delle notizie, con un approccio chiaro, equilibrato e accessibile ai lettori.

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