Cop17 apre a Erevan con l’obiettivo dichiarato di correggere la traiettoria della perdita di specie. La conferenza, ospitata dall’Armenia, ha richiamato l’attenzione sul rischio estinzione di oltre un milione di specie evocato dal segretario generale António Guterres, e sul bisogno di identificare lacune e priorità per accelerare le azioni nazionali e internazionali. Il ministro locale Hambardzum Matevosyan ha posto al centro la necessità di misure immediate e coordinate tra paesi e organizzazioni.
Nei lavori, articolati su trenta punti di negoziato, la presidenza armena punta a evitare le divisioni evidenziate nella precedente edizione. La frattura emersa alla Cop16 di Cali e il successivo supplemento tenutosi a Roma presso la sede della FAO hanno infatti reso evidente quanto sia delicato il percorso diplomatico per tradurre impegni politici in testo negoziale condiviso.
Al centro delle discussioni c’è il recepimento e l’attuazione del cosiddetto Global framework adottato a Kunming‑Montreal nel 2022: tra gli obiettivi figurano la protezione di almeno il 30% delle superfici terrestri e marine, la restaurazione di ampie aree degradate e la riallocazione di sussidi dannosi per la biodiversità (stimate negli accordi globali in centinaia di miliardi di dollari) verso misure che la sostengano. Le Nazioni Unite hanno indicato che 22 dei 23 target rischiano di non essere raggiunti senza un’accelerazione significativa, trasformando la Cop17 in una tappa cruciale di metà percorso per verificarne l’attuazione.
Parallelamente alle negoziazioni tecniche, la conferenza mette alla prova la capacità del multilateralismo ambientale di produrre soluzioni condivise su uso sostenibile delle risorse e condivisione equa dei benefici derivanti da materiale genetico. Osservatori seguiranno con attenzione la posizione delle grandi economie, in particolare degli Stati Uniti, che hanno visto la sospensione di progetti derivanti dal Global framework dopo lo smantellamento di USaid deciso dall’amministrazione di Donald Trump. Nei prossimi quattordici giorni la comunità internazionale avrà l’occasione di misurare quanto lontano sia la distanza tra impegni e attuazione concreta.

