Bonus trasporti 2027 arriva come misura contenuta nel Piano Sociale per il Clima con l’obiettivo di attenuare l’impatto del nuovo sistema di tassazione ETS2 sulle famiglie più vulnerabili. Il provvedimento sostituirà il precedente voucher e si rivolge in particolare a lavoratori, studenti e nuclei a basso reddito: cambiano i requisiti di accesso, le modalità di erogazione e gli importi disponibili rispetto alle misure in vigore.
La misura sarà definita da un decreto attuativo previsto per marzo 2027 e resterà operativa fino al 2032. Il meccanismo principale è il cosiddetto Conto mobilità, un portafoglio digitale personale che potrà essere caricato con un credito fino a 400 euro l’anno e utilizzabile per 12 mesi dalla data di emissione. Il credito sarà destinato all’acquisto di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale, regionale e interregionale e verrà gestito tramite una piattaforma online dedicata; non sarà cumulabile con altri incentivi analoghi erogati da regioni o comuni.
La platea stimata è di circa 1,65 milioni di beneficiari annuali, selezionati tramite una graduatoria a punti da 0 a 100. Il criterio principale sarà l’ISEE (esclusi coloro con ISEE superiore a 20.000 euro), ma la valutazione terrà conto anche della distanza dal luogo di lavoro o studio — con punteggio maggiore oltre i 30 km — della mancanza di un’automobile e del possesso già di un abbonamento. Punteggi aggiuntivi interesseranno chi risiede in territori montani o svantaggiati e aree urbane con elevati livelli di smog o di polveri sottili. Alcune categorie, come i caregiver familiari, le persone con disabilità e chi segue trattamenti sanitari continuativi, riceveranno automaticamente 100 punti.
La misura prevede tre fasce di aiuto: punteggi tra 35 e 54 danno diritto a 100 euro, da 55 a 79 a 200 euro e almeno 80 punti alla somma massima di 400 euro. L’erogazione avverrà su richiesta e in base alla graduatoria; ogni dettaglio operativo sarà specificato dal decreto di marzo 2027. La nuova struttura punta a sostenere la mobilità sostenibile e a mitigare gli oneri derivanti dall’ETS2, ma implicherà anche un coordinamento tra Stato e amministrazioni locali per evitare duplicazioni con misure regionali e comunali.

