Nuovo allarme statistico sull’età del primo rapporto e sulla domanda di formazione tra i più giovani: secondo i dati diffusi da Durex quasi 9 giovani su 10 esprimono il bisogno di ricevere educazione affettiva. Lo stesso rapporto registra una diminuzione dell’età in cui si verifica il primo rapporto sessuale, con quasi una persona su due che lo vive tra gli 11 e i 16 anni e l’11,1% che dichiara un primo contatto prima dei 13 anni (era il 3,1% nel 2019).
La diffusione di questi numeri rende più acuto il tema della presenza e dei contenuti dell’educazione nelle istituzioni formative. Le evidenze indicano che la domanda proviene direttamente dai giovani, mentre le famiglie e le scuole si trovano a confrontarsi con tempistiche e contenuti che variano significativamente. Nelle aule e nei contesti extra-scolastici emergono esigenze che vanno oltre la mera informazione biologica, comprendendo aspetti legati al consenso, alle relazioni e alla sicurezza online, argomenti su cui la comunità educativa viene chiamata a fornire risposte adeguate scuola.
Le ricadute pratiche coinvolgono diversi attori: servizi sanitari, istituzioni scolastiche e organizzazioni che operano con i giovani. L’attenzione ai percorsi formativi comporta la necessità di definire tempistiche didattiche, adeguare la formazione del personale e predisporre materiali e spazi protetti per il confronto. Al contempo, la rilevazione di un aumento della percentuale di giovanissimi che hanno il primo rapporto solleva questioni relative a prevenzione, accesso a informazioni verificate e supporto psicologico.
I risultati resi noti da Durex sollevano quindi un confronto pubblico sui percorsi più efficaci per rispondere a una richiesta dichiarata dai ragazzi stessi. Per i decisori e gli operatori del settore si profila l’esigenza di monitoraggi periodici e di politiche educative che tengano conto dell’evoluzione delle esperienze giovanili, in modo da garantire strumenti informativi coerenti con i bisogni emergenti.

