La tutela degli equidi entra in una fase parlamentare decisiva, mentre i dati ufficiali continuano a indicare numeri rilevanti di macellazioni in Italia. Nel 2025 sono stati abbattuti 22.854 animali tra cavalli, asini, muli, pony e bardotti; nel 2026, anno ancora in corso, il conteggio è arrivato ad almeno 14.670 capi. Le cifre provengono dal Sistema informativo veterinario del ministero della Salute e fotografano un settore che resta attivo nonostante il mutamento della sensibilità pubblica verso questi animali.
Il 26 ottobre è approdata alla discussione generale della Camera una proposta di legge sulla protezione degli equidi, presentata con prima firma di Luana Zanella, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra. Il testo, disponibile nei materiali della Camera dei deputati, punta a vietare la macellazione di questi animali e a riconoscerli come animali d’affezione, collocandoli in una categoria giuridica analoga a quella di cani e gatti. La proposta prevede inoltre l’attribuzione dello status Non Dpa, cioè non destinati alla produzione alimentare, e sanzioni fino a 100mila euro per le violazioni.
Il quadro normativo in discussione comprende anche misure per accompagnare la riconversione degli allevamenti, con finanziamenti dedicati. La linea del provvedimento si fonda sull’evoluzione del rapporto tra persone e animali: cavalli e asini non sono più considerati soltanto in chiave produttiva o sportiva, ma anche come compagni e, in alcuni contesti, come supporto in attività terapeutiche. Il tema del benessere animale degli equidi non è nuovo in Parlamento: iniziative simili sono state presentate anche da Movimento 5 Stelle, Noi Moderati e Partito Democratico, con un confronto già avviato in commissione Agricoltura.
Nella stessa settimana si è aggiunto un altro passaggio politico e civico. Il 29 ottobre Animal Equality e Fondazione Islander hanno comunicato il raggiungimento delle 50mila firme necessarie per una proposta di legge di iniziativa popolare depositata in Cassazione nel luglio 2026. La soglia è stata raggiunta in circa quattro mesi, un elemento che conferma la crescita dell’attenzione pubblica sul tema. Le due organizzazioni chiedono ora che il Parlamento esamini il testo e definisca strumenti più incisivi di tutela.
La distribuzione territoriale delle macellazioni mostra una concentrazione marcata. Nel 2025 la Puglia ha registrato il 34,3 per cento degli abbattimenti, seguita da Emilia-Romagna con il 20,3 per cento e Veneto con il 13,7 per cento. In queste regioni una quota significativa di animali proviene dall’estero: circa la metà in Emilia-Romagna, un quarto in Puglia e poco meno in Veneto. Nel 2026 è aumentata la quota di equidi importati e macellati in Puglia e Veneto. Anche i consumi segnalano un cambiamento: un’indagine Ipsos indica che il 17 per cento dei consumatori di carne dichiara di mangiare carne di cavallo, mentre il 73 per cento degli italiani considera questi animali alla pari di cani e gatti.

