Al 25° Premio Cairo, inaugurato al Museo della Permanente di Milano, la giuria ha assegnato il premio in denaro di 25mila euro all’artista lucchese Camilla Gurgone. La mostra, che presenta venti opere finaliste, è ad ingresso gratuito e rimane aperta al pubblico fino a domenica 18 ottobre; il percorso espositivo include inoltre autoritratti storici realizzati per Bolaffi Arte e le candidature per la trentatreesima edizione del Premio Arte.
L’opera premiata, intitolata “Latēre”, è una stampa a colori su carta termica che sfrutta la monocromia imposta dal supporto per esplorare temi di scomparsa e riemersione della presenza. Gurgone ha sviluppato la sua pratica a partire dall’evanescenza del materiale, trasformando la sua fragilità in elemento narrativo: ciò che oggi sfuma può tornare a emergere, mentre il visibile col tempo si dissolve. Il lavoro registra l’intreccio tra il lutto personale e una relazione crescente con strumenti digitali e di intelligenza artificiale, interrogando il ruolo delle macchine nella rielaborazione del ricordo e della solitudine /tag/memoria/.
Tra i finalisti emergono pratiche che integrano consapevolezza ambientale e sperimentazione materica. L’opera di Lorenzo Ermini, ad esempio, mette in dialogo figura umana e ambiente vegetale in una prospettiva non antropocentrica e utilizza materiali autoprodotti, come pastelli a base di pigmento, olio e cera d’api in sostituzione della paraffina, sottolineando un approccio che coniuga estetica e sostenibilità /tag/ecosistema/. Nel corso della serata è stato inoltre conferito il Premio Cairo alla Carriera a Nino Migliori, figura di riferimento nella fotografia italiana, nato a Bologna nel 1926 e recentemente giunto al traguardo del secolo di vita.
La giuria della venticinquesima edizione è stata presieduta da Bruno Corà e composta da esperti del campo delle arti visive. L’insieme delle opere in mostra testimonia una generazione di giovani artisti che affronta questioni contemporanee — memoria, tecnologia, ambiente — con linguaggi differenti, dalla pittura alla stampa materica, delineando orientamenti che avranno riflessi nelle successive programmazioni espositive e nelle pratiche curatoriali.

