Allarme per El Niño nello scenario economico globale: il rapporto intermedio dell’OCSE mette il fenomeno climatico tra i fattori chiave che modelleranno la crescita nei prossimi due anni. Le analisi citate nel documento richiamano anche le previsioni della NOAA, che assegna una probabilità molto elevata allo sviluppo di un episodio estremo tra ottobre e dicembre 2026. In questo contesto, il clima esce definitivamente dai rapporti tecnici per entrare nelle principali valutazioni di politica economica.
Il rapporto evidenzia come un evento di forte intensità modifichi regimi pluviometrici e temperature oceaniche, colpendo soprattutto le aree agricole più sensibili: rischio di siccità in Australia, monsoni indeboliti in India, condizioni di scarsità idrica in Indonesia e nel Sud-Est asiatico. L’OCSE stima che, nello scenario di rischio costruito, i prezzi alimentari nel 2027 potrebbero risultare fino al 10% superiori alle proiezioni di base, con ripercussioni sulla produzione agricola quantificate in circa un quarto di punto di PIL per le economie più esposte, in particolare America Latina, Africa e l’area Asia-Pacifico. A peggiorare la prospettiva contribuiscono anche i problemi nelle forniture di fertilizzanti provenienti dal Golfo.
Considerando congiuntamente gli shock climatici, energetici e finanziari, il documento collega questi fattori a una possibile riduzione di 0,7 punti della crescita mondiale nel 2027 e a un aumento dell’inflazione di circa 1,1 punti. La situazione delle scorte di gas in Europa, segnalata ai minimi per il periodo, è un elemento che rende più fragili i mercati energetici. Tra le misure indicate dall’OCSE vi sono interventi mirati a proteggere famiglie vulnerabili e piccole imprese, evitando sussidi generalizzati che possano disincentivare risparmio e diversificazione energetica.
Il rapporto propone inoltre riforme di medio-lungo periodo: diversificazione delle fonti energetiche, miglioramento dell’efficienza tramite standard e incentivi, e campagne informative. È segnalato un paradosso operativo: un El Niño intenso può temporaneamente alzare le temperature invernali nell’emisfero boreale e ridurre la domanda di gas, attenuando in parte la pressione sui prezzi; tuttavia questa parentesi non elimina il più ampio segnale di rischio legato al cambiamento climatico, con implicazioni dirette per disponibilità e costo degli alimenti e per la pianificazione delle politiche pubbliche.

