Roma tra le peggiori capitali europee nella transizione verso sistemi di riscaldamento a basse emissioni. Un rapporto di Greenpeace pone la Capitale in penultima posizione tra le città analizzate, mentre solo Bucarest risulta in una situazione peggiore. Il documento confronta il grado di avanzamento delle aree urbane nel passaggio a soluzioni di riscaldamento più sostenibili e identifica le città che hanno accelerato il cambiamento e quelle in ritardo.
In testa alla graduatoria emergono Stoccolma, Parigi e Vienna, indicate come esempi di maggiore progresso nella transizione verso il riscaldamento green. Queste realtà urbane risultano aver attuato interventi e strategie che, nel complesso, hanno migliorato il loro posizionamento nella classifica elaborata dall’organizzazione. Il rapporto mette a confronto politiche, infrastrutture e risultati per delineare un quadro comparativo tra città europee.
La collocazione di Roma nella parte bassa della classifica segnala un divario rispetto alle capitali più avanzate. Il rapporto analizza aspetti quali l’adozione di fonti a basse emissioni, l’efficienza energetica degli edifici e le reti di distribuzione del calore per valutare il grado di preparazione delle città alla transizione. Per le amministrazioni locali, il posizionamento rappresenta un indicatore delle aree dove occorrono interventi per favorire il passaggio a sistemi di riscaldamento meno impattanti.
Il tema ha ricadute dirette sulla qualità della vita e sugli obiettivi ambientali condivisi a livello europeo: la velocità della transizione influisce su consumi energetici, costi per le famiglie e sul raggiungimento degli impegni climatici. La classifica di Greenpeace offre quindi un punto di riferimento per valutare progressi e ritardi, e per orientare le scelte politiche e infrastrutturali necessarie a colmare il divario tra le città più virtuose e quelle ancora indietro.

