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Sardegna a passo lento, la rete dei cammini che porta nell’anima dell’isola

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La Sardegna dei cammini guarda oltre l’immagine balneare dell’isola e porta i viaggiatori nell’interno, tra borghi, santuari, paesaggi agricoli e memorie religiose. Il progetto Noi camminiamo in Sardegna valorizza itinerari percorsi nei secoli da pellegrini e comunità locali, proponendo un modo di conoscere il territorio fondato su lentezza, accoglienza e relazione diretta con i luoghi. È un tassello della crescita del turismo lento, sempre più rilevante per aree lontane dai flussi costieri.

L’iniziativa è promossa dall’Assessorato del Turismo della Regione Sardegna con la casa editrice Terre di Mezzo. La rete comprende 8 Cammini, 8 Destinazioni, 17 itinerari e oltre 70 Comuni. I percorsi includono, tra gli altri, il Cammino minerario di Santa Barbara, il Cammino 100 Torri, il Cammino di Santu Jacu, quello di Sant’Efisio e la Via dei Santuari. Accanto agli itinerari emergono borghi legati a figure di santi e beati, come Borutta, Dorgali, Galtellì, Gesturi, Laconi, Luogosanto, Orgosolo e Sant’Antioco.

Tra le tappe più rappresentative figura Gesturi, nel cuore della Marmilla, territorio abitato già in età prenuragica e segnato dalla devozione per il beato Fra Nicola. Il paese conserva un patrimonio religioso che comprende la parrocchia di Santa Teresa d’Avila, la chiesa di Santa Maria Egiziaca e il santuario campestre della Madonna d’Itria. Qui il cammino non è solo spostamento fisico: mette insieme ospitalità, tradizioni artigiane, cucina locale e memoria collettiva, restituendo ai borghi interni un ruolo centrale nella narrazione della Sardegna.

Gesturi è anche una delle porte dell’altopiano della Giara, un tavolato basaltico di origine vulcanica di circa 42 chilometri quadrati, che raggiunge i 600 metri sul livello del mare. La gestione e valorizzazione dell’area fanno capo alla Fondazione Giara, con i Comuni di Gesturi, Tuili, Setzu e Genoni. L’altopiano custodisce ambienti di grande valore naturalistico, dai pauli stagionali alla macchia mediterranea, dai sughereti alle specie endemiche, fino ai celebri cavallini della Giara, presenti solo in quest’area.

Il valore dei cammini sardi riguarda anche la tutela della biodiversità e del patrimonio archeologico: sulla Giara si trovano siti protonuragici e nuragici, tra cui il protonuraghe Bruncu Madugui, riferito all’età del Bronzo Medio. A Bosa è stata inoltre presentata la proposta di una Giornata nazionale dei cammini e del turismo lento, pensata per sostenere la destagionalizzazione e dare visibilità ai territori interni. Un obiettivo coerente con un’isola che, passo dopo passo, prova a trasformare il viaggio in conoscenza del paesaggio e delle comunità.

La Redazione
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