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FORBLa natura discriminatoria dei "filtri settari" tedeschi: una critica legale e morale

La natura discriminatoria dei “filtri settari” tedeschi: una critica legale e morale

INFORMATIVA: Alcuni degli articoli che pubblichiamo provengono da fonti non in lingua italiana e vengono tradotti automaticamente per facilitarne la lettura. Se vedete che non corrispondono o non sono scritti bene, potete sempre fare riferimento all'articolo originale, il cui link è solitamente in fondo all'articolo. Grazie per la vostra comprensione.

La Germania è stata a lungo considerata un bastione della democrazia costituzionale e un forte difensore dei diritti umani sulla scena internazionale. Eppure una pratica discriminatoria persiste silenziosamente all’interno dei suoi confini da decenni: l’uso dei cosiddetti “filtri settari”. Queste dichiarazioni, richieste da alcuni enti pubblici e datori di lavoro privati, impongono agli individui di rinnegare qualsiasi legame con la Chiesa di Scientology. Nonostante il linguaggio neutrale, i filtri delle sette prendono di mira esclusivamente gli Scientologist, creando un quadro di esclusione che contravviene alle tutele costituzionali della Germania, viola il diritto internazionale e danneggia la sua autorità morale.

Filtri di setta: un obiettivo singolare

Implementati originariamente negli anni ’90 in un clima di sospetto nei confronti dei nuovi movimenti religiosi, in particolare Scientology, i filtri settari non sono ampiamente applicati a tutti i gruppi religiosi. Sono diretti in modo restrittivo ed esclusivo contro gli Scientologist, istituzionalizzando di fatto la discriminazione contro una singola minoranza.

Agli individui che cercano sovvenzioni pubbliche, contratti o talvolta impiego viene chiesto di affermare di non utilizzare gli insegnamenti o i metodi associati a L. Ron Hubbard. Ciò include il rifiuto di qualsiasi “tecnologia” correlata alle tecniche di gestione di Scientology. La natura esplicita delle dichiarazioni lascia pochi dubbi: Scientology è l’unico obiettivo.

L’articolo 4 della Legge fondamentale tedesca garantisce la libertà di fede, di coscienza e di pratica religiosa. L’articolo 3 impone l’uguaglianza davanti alla legge e vieta la discriminazione basata sul credo religioso. L’uso dei filtri contro le sette viola palesemente entrambi i principi.

I tribunali tedeschi hanno sempre più riconosciuto questo conflitto. Nel 2022, il Tribunale amministrativo federale (Bundesverwaltungsgericht) si è pronunciato contro la città di Monaco, che aveva negato un sussidio per le biciclette elettriche a un residente che si era rifiutato di firmare un filtro settario. La corte ha ritenuto incostituzionale richiedere una dichiarazione di non affiliazione a Scientology come condizione per ricevere benefici pubblici. Ha sottolineato che lo Stato deve rimanere neutrale nei confronti delle comunità religiose e astenersi dall’esercitare coercizione sugli individui affinché rinuncino o nascondano le proprie convinzioni.

Questa decisione conferma una precedente decisione della Corte d’appello amministrativa dello Stato bavarese, che aveva annullato l’uso del filtro contro le sette nel 2021, ritenendolo una discriminazione religiosa illegale1.

Queste decisioni si basano sulla precedente giurisprudenza, inclusa una sentenza del 2005 del Tribunale amministrativo federale che riconosce che gli Scientologist, come tutti gli aderenti religiosi, hanno diritto alla piena protezione dell’Articolo 42e decine di decisioni simili nel paese.

La Germania è vincolata dalla Convenzione europea sui diritti dell’uomo (CEDU), in particolare dall’articolo 9, che protegge la libertà di pensiero, coscienza e religione. È anche parte del Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), che vieta la discriminazione basata sulla religione ai sensi degli articoli 2 e 26.

L’uso continuato – o la tolleranza – dei filtri anti-sette pone la Germania in violazione di questi obblighi. Condannando la repressione religiosa all’estero e permettendo la discriminazione contro gli Scientologist in patria, la Germania rischia di minare la sua credibilità come paladina dei diritti umani.

Prospettive filosofiche: l’avvertimento di Georges Elia Sarfati

La natura discriminatoria dei filtri settari non è passata inosservata agli studiosi internazionali. Il filosofo franco-israeliano Georges Elia Sarfati offre una critica bruciante:

“La Baviera, un tempo nota per la sua forte tradizione filo-nazista, non ha forse superato questa vergognosa tradizione di mettere in quarantena una minoranza? Come studioso franco-israeliano, mi interrogo sulla persistenza di modi che sconfiggono l’idea di un’Europa con tolleranza e uguaglianza. Eccomi quindi qui nei panni di Voltaire, pronto a difendere un’opinione che non è la sua: l’esilio di una minoranza è sempre stato un cattivo precursore della vitalità di un paese dove la difesa dei diritti dell’individuo dovrebbe ormai essere presa per Quando i tratti di una politica dittatoriale si insinuano nella mentalità, professionale o civica, tutti corrono il rischio di subire un giorno questo tipo di attacco”.3

L’avvertimento di Sarfati è cruciale. Le pratiche discriminatorie che iniziano contro una minoranza tendono ad espandersi. Tollerare l’ingiustizia contro un gruppo impopolare costituisce un precedente che potrebbe successivamente essere applicato in modo più ampio, mettendo in pericolo i diritti di tutti i cittadini.

Logica pre-crimine: una giustificazione errata

I sostenitori dei filtri settari sostengono che si tratta di misure preventive volte a salvaguardare le istituzioni democratiche dalla sovversione. Tuttavia, questa logica è profondamente errata. Le società democratiche operano in base al principio che gli individui si presumono innocenti fino a prova contraria e che l’azione legale dovrebbe basarsi sul comportamento, non sulle convinzioni.

I filtri settari invertono questa logica, punendo gli individui per presunta cattiva condotta futura basata esclusivamente sulla loro affiliazione religiosa. Ciò equivale a una forma di pensiero “pre-crimine” che non trova posto in un sistema legale impegnato a tutelare i diritti individuali.

Inoltre, se gli Scientologist – o i membri di qualsiasi gruppo religioso – si impegnano in attività illegali, il solido sistema legale tedesco fornisce meccanismi appropriati per essere perseguiti. Non vi è alcuna giustificazione per negare preventivamente agli individui i loro diritti civili sulla base di ipotetici timori.

Verso il pieno rispetto delle norme democratiche

La magistratura tedesca ha avviato il processo per rettificare le ingiustizie associate ai filtri settari. Tuttavia, l’onere di garantire il rispetto degli standard costituzionali e internazionali non spetta esclusivamente ai tribunali. Devono agire anche i legislatori, le autorità comunali e le istituzioni private.

In primo luogo, tutti i filtri settari devono essere categoricamente aboliti negli appalti pubblici, nell’occupazione e nell’amministrazione delle sovvenzioni. In secondo luogo, dovrebbero essere lanciate campagne di educazione pubblica per affrontare e smantellare gli stereotipi che hanno sostenuto queste pratiche per decenni. In terzo luogo, la Germania deve riaffermare il proprio impegno nei confronti del pluralismo religioso trattando tutte le fedi e le visioni del mondo allo stesso modo, indipendentemente dalla popolarità o dall’accettabilità sociale.

Già il 5 luglio 2019, il Relatore speciale sulle questioni relative alle minoranze e il Relatore speciale sulla libertà di religione o di credo avevano scritto alle autorità tedesche in una lettera ufficiale quanto segue:

Vorremmo esprimere la nostra preoccupazione per il continuo utilizzo di misure che impediscono esplicitamente ai singoli individui di ottenere sovvenzioni e opportunità di lavoro altrimenti estese alla popolazione generale, sulla base della religione o del credo. Indipendentemente dalla posizione ufficiale dello stato sullo status di Scientology come organizzazione religiosa, gruppo, setta o altro, la religione o il credo è una questione di coscienza personale piuttosto che una designazione del governo. Gli individui che si identificano come Scientologist non dovrebbero subire controlli eccessivi né rivelare le proprie convinzioni a meno che non possa essere fornita una ragione legittima e comprovata, per la quale l’onere della prova ricade sullo Stato. Continuando a sostenere misure che rafforzano gli stereotipi negativi sugli Scientologist, lo Stato può coltivare un ambiente non pienamente favorevole al godimento del diritto alla libertà di religione o di credo, in particolare per le minoranze religiose. Operando presumibilmente a partire da una presunzione negativa rispetto agli scopi della Chiesa, queste misure potrebbero anche costituire un conflitto con il mandato di neutralità dello Stato, che richiede un atteggiamento fondamentale di tolleranza e di trattamento equo di tutti i gruppi religiosi nel contesto e nei limiti dell’interesse pubblico e in conformità con le disposizioni del diritto internazionale sui diritti umani.4

La Germania ha una profonda responsabilità storica nel vigilare contro l’emarginazione delle minoranze. La sua Legge Fondamentale è stata concepita proprio per impedire il ripetersi delle ingiustizie del passato. La persistenza dei filtri settari, che prendono di mira solo gli Scientologist, è in diretta contraddizione con queste lezioni.

Nelle parole di Georges Elia Sarfati, “l’esilio di una minoranza è sempre stato un cattivo precursore della vitalità di un Paese”. Se la Germania vuole rimanere fedele ai suoi ideali democratici, deve garantire che nessun individuo venga escluso, emarginato o messo a tacere in base al proprio sistema di credenze. È giunto il momento di abbandonare definitivamente e completamente i filtri settari.


1. Bayerischer Verwaltungsgerichtshof (Corte d’appello amministrativa bavarese), sentenza del 2021, causa n. 4 B 20.3008.

2. Bundesverwaltungsgericht, sentenza del 15 dicembre 2005, causa n. 7 C 20.04.

3. Georges Elia Sarfati, citato dal suo commento sui filtri settari in Nuova Europa, 2019.

4. AL DEU 2/2019, 5 luglio 20A9

Da un’altra testata giornalistica news de europeantimes.news

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