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Brasile, una nuova legge inasprisce le pene per violenza domestica

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Il presidente del Brasile Luiz
Inácio Lula da Silva ha promulgato un pacchetto di leggi contro
la violenza domestica che, tra le altre cose, introduce il reato
di “vicaricidio”, ossia l’uccisione di figli o familiari con
l’obiettivo di colpire la donna. Si tratta di una delle
principali novità del provvedimento approvato dal parlamento
nell’ambito di un accordo tra i poteri dello Stato per
rafforzare la protezione delle vittime. La nuova norma riconosce
come reato specifico i casi in cui l’aggressore uccide figli,
parenti o persone sotto la responsabilità della donna per
provocarle sofferenza o esercitare controllo. Il “vicaricidio”
viene equiparato ai crimini più gravi, con pene fino a 40 anni
di carcere, aggravate se commesso in presenza della vittima,
contro minori, anziani o persone con disabilità o in violazione
di misure restrittive già in vigore.
Il pacchetto introduce
anche l’obbligo di braccialetto elettronico per gli aggressori
nei casi a rischio, mentre le vittime riceveranno dispositivi di
allerta in caso di avvicinamento. La misura rafforza quanto già
previsto dalla legge Maria da Penha, rendendo il monitoraggio
automatico nelle situazioni più gravi. Le nuove norme
inaspriscono inoltre le pene per chi viola le misure di
protezione e ampliano gli strumenti a disposizione delle
autorità, consentendo anche alla polizia di disporre il
monitoraggio in assenza di un giudice. Tra le altre
disposizioni, è stata istituita una giornata nazionale contro la
violenza su donne e ragazze indigene, con l’obiettivo di
aumentare la visibilità di abusi spesso poco denunciati.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


Fonte:

www.ansa.it

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