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Mps, nuova era Lovaglio: Bisoni verso la presidenza

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Il nuovo corso del Monte dei Paschi (Mps) prende forma senza mediazioni. Il consiglio di amministrazione si riunisce per la prima volta dopo l’assemblea che ha ribaltato gli equilibri, consegnando la maggioranza alla lista sostenuta da Plt Holding. La governance appare già delineata: Luigi Lovaglio verso le deleghe operative e Cesare Bisoni indicato per la presidenza.

La composizione del board riflette il nuovo assetto: 8 consiglieri su 15 alla maggioranza, sei alla lista del precedente cda e uno ad Assogestioni. I tentativi di trovare un compromesso, anche sul nome del presidente, non hanno prodotto risultati.

Governance senza intese

Il Consiglio parte dunque con una linea chiara: procedere senza accordi con le minoranze. L’ipotesi di una presidenza super partes è tramontata, nonostante le aperture arrivate nei giorni scorsi. La maggioranza punta a consolidare rapidamente la nuova struttura decisionale e ad assegnare le deleghe a Lovaglio.

La riunione si preannuncia articolata. Oltre alla nomina del presidente e dell’amministratore delegato, il board dovrà decidere anche sulle vicepresidenze, tema ancora incerto. Una delle due potrebbe essere offerta a esponenti della minoranza come Corrado Passera o Paolo Boccardelli, ma non è escluso un rifiuto. L’altra casella appare destinata a Flavia Mazzarella. Resta aperta anche la possibilità di ridurre a una sola vicepresidenza.

Il piano industriale e il nodo Mediobanca

Al centro della strategia c’è l’accelerazione sul piano al 2030, presentato a fine febbraio e rimasto finora fermo. Lovaglio intende rilanciarlo partendo dall’operazione più ambiziosa: la fusione con Mediobanca, da sottoporre al voto degli azionisti già in estate, con l’obiettivo dichiarato di ottenere 700 milioni di sinergie.

Il progetto industriale prevede un’integrazione più ampia, con implicazioni anche sulla futura governance. Tra le ipotesi, quella di un riassetto dei vertici che tenga conto del nuovo perimetro del Gruppo.

Sul tavolo del Cda resta anche il fronte legale legato al licenziamento di Lovaglio per “giusta causa” deciso il 7 aprile. L’amministratore delegato in pectore potrebbe proporre una transazione per chiudere ogni contenzioso e ripartire. Altri dossier riguardano la struttura interna del consiglio. Dovranno essere definiti i comitati endoconsiliari, con possibili modifiche nella composizione, e le relative presidenze, che secondo le previsioni difficilmente saranno affidate agli esponenti della minoranza.

Infine, debutta nel board anche Fabrizio Palermo, inizialmente indicato come possibile amministratore delegato dalla lista uscente, ma destinato a restare senza incarichi operativi nel nuovo assetto.

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© Riproduzione riservata


Fonte:

www.businesspeople.it

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