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Bankitalia, mutui e prestiti in calo: la guerra frena la domanda di credito

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Secondo l’ultimo report di Bankitalia, la domanda di mutui e prestiti nel nostro Paese rallenta sotto il peso delle tensioni geopolitiche. Nel trimestre in corso gli istituti di credito si aspettano un calo delle richieste da parte di famiglie e imprese, segnale di un clima economico sempre più incerto.

I conflitti internazionali – in particolare quello legato al Medio Oriente – stanno incidendo su diversi fattori chiave. Si deve fare i conti con l’aumento dei costi energetici, una maggiore inflazione e una riduzione della fiducia. Tutti elementi che spingono le famiglie e le aziende a rinviare alcune decisioni finanziarie importanti, come l’acquisto di una casa o nuovi investimenti.

I dati della Banca d’Italia

Parallelamente, le banche stanno adottando criteri più rigidi nella concessione del credito. Anche per questo mutui e prestiti sono in calo, stando a quanto emerge dai numeri diffusi da Bankitalia. A livello europeo, la Bce rileva un inasprimento degli standard di prestito, dovuto a un aumento dei rischi percepiti e a una minore propensione al rischio da parte degli istituti.

Il calo della domanda non è però un fenomeno isolato. Già nei primi mesi del 2026 si registrava una contrazione significativa delle richieste di mutui, con un -12,4% rispetto all’anno precedente. Questo dato riflette un cambiamento strutturale nei comportamenti delle famiglie, sempre più orientate alla prudenza e alla stabilità finanziaria, spesso privilegiando tassi fissi e durate più lunghe.

Anche le imprese mostrano segnali di cautela. L’incertezza legata all’andamento dei costi e alla domanda futura frena gli investimenti, contribuendo ulteriormente alla riduzione della richiesta di finanziamenti. In questo contesto, la stessa Bankitalia ha già evidenziato un deterioramento delle aspettative economiche e rischi concreti per consumi e crescita.

Il quadro complessivo resta fragile. Le prospettive di crescita dell’economia italiana sono state riviste al ribasso, con stime inferiori all’1% per i prossimi anni, mentre inflazione e instabilità geopolitica continuano a pesare sulle decisioni di spesa e investimento.

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© Riproduzione riservata


Fonte:

www.businesspeople.it

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