Ad aprile i mercati finanziari hanno mostrato una notevole capacità di recupero, assorbendo rapidamente le tensioni geopolitiche e tornando a correre grazie al sostegno dell’intelligenza artificiale e a condizioni di liquidità favorevoli. È quanto emerge dall’ultimo report “Monthly Italy” di Equita SIM, in cui Luigi de Bellis traccia un quadro complesso ma in generale resiliente per l’economia globale e i mercati azionari.
Mercati: cosa è successo ad aprile
Dopo la debolezza di marzo, aprile ha segnato un deciso rimbalzo. Le azioni globali hanno registrato un +8% in dollari e un +6,5% in euro, portando la performance da inizio anno rispettivamente a +6,2% e +6,4%. Un recupero rapido, sostenuto da tre fattori principali: le aspettative di una de-escalation del conflitto in Iran, una stagione di trimestrali solida — soprattutto nel comparto tecnologico legato all’AI — e condizioni monetarie ancora accomodanti. In particolare, i rendimenti reali sono scesi rispetto al mese precedente e le banche centrali hanno mantenuto un atteggiamento attendista, contribuendo a sostenere la propensione al rischio degli investitori.
L’indice azionario globale, sottolineano gli analisti della Sim milanese, si è riportato vicino ai massimi storici, trainato soprattutto dagli Stati Uniti. Qui, la maggior parte delle società dello S&P 500 che ha già pubblicato i risultati ha superato le attese sugli utili, con una crescita anno su anno del +14% e sorprese positive superiori alla media storica. In Europa, il recupero è stato più contenuto. Lo STOXX Europe 600 ha guadagnato il +4,6% nel mese e segna un +4% da inizio anno, rimanendo ancora circa il 5% sotto i massimi. Un risultato comunque considerato resiliente dagli analisti, viste le incertezze geopolitiche e macroeconomiche. Sul fronte degli utili, le aspettative per le società europee indicano una crescita dell’11% nel 2026, trainata soprattutto dai settori finanziario, energetico e tecnologico.
Il nodo macro: crescita debole e inflazione incerta
Nonostante la buona performance dei mercati, il contesto macroeconomico resta fragile. In Europa, il miglioramento ciclico osservato nella seconda metà del 2025 si è interrotto. Gli indicatori di fiducia e attività mostrano segnali di deterioramento, con il PMI composito sceso a 48,6 ad aprile, livello che indica una fase recessiva. Questo dato è coerente con una crescita prossima allo zero nel trimestre in corso.
Allo stesso tempo, l’inflazione torna a salire nella componente headline, spinta dai prezzi dell’energia, mentre quella “core” continua gradualmente a scendere. Un mix che rende più complessa la lettura del quadro economico e spinge la Banca Centrale Europea a mantenere un approccio prudente, in attesa di maggiore chiarezza.
Scenario globale: rallentamento ma resilienza
Secondo Equita, lo scenario di base resta quello di una crescita globale in rallentamento ma comunque resiliente. A sostenere l’economia contribuiscono un ciclo degli utili ancora solido e ben distribuito tra le diverse aree geografiche, insieme a politiche monetarie orientate alla stabilità finanziaria. Le banche centrali, infatti, restano pronte a intervenire con tagli dei tassi non appena le condizioni macro lo permetteranno, offrendo un potenziale supporto ai mercati.
Le incognite principali restano legate al contesto geopolitico, in particolare al conflitto in Iran. Nei prossimi mesi, gli utili societari potrebbero risentire di eventuali interruzioni delle catene di approvvigionamento e dell’aumento dei costi energetici. Tra i punti più critici c’è il rischio di disruption nello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il trasporto globale di petrolio. Eventuali blocchi o tensioni in quest’area potrebbero avere impatti immediati sui prezzi dell’energia e sui margini delle aziende. Tuttavia, gli analisti ritengono che queste pressioni possano essere temporanee, in uno scenario che non prevede un conflitto prolungato.
Strategia di portafoglio: meno rischio dopo il rally
Alla luce del forte recupero dei mercati ad aprile, Equita ha scelto di ridurre il beta complessivo del portafoglio, cioè il livello di esposizione al rischio di mercato. “Nel nostro portafoglio raccomandato, conclude la sim, il peso dell’investito resta sostanzialmente invariato rispetto al mese precedente al 96% e rispetto ad un peso neutro del 90%, mentre abbiamo ridotto il beta complessivo dopo la forte performance dei mercati a aprile. Nel corso del mese di maggio, inoltre, stimiamo l’incasso di circa 110bps di liquidità dai dividendi dei titoli in portafoglio”.
Fonte:
www.finanzaonline.com



