Equidi in Italia vivono una condizione di forte contraddizione: mentre per molti rappresentano compagni di vita o strumenti sportivi, per altri restano oggetto di una filiera che li porta fino alla macellazione. Animal Equality, con il sostegno della Fondazione Islander, ha lanciato una proposta di legge di iniziativa popolare per porre fine alla macellazione degli equidi e chiedere protezioni analoghe a quelle riservate agli animali d’affezione.
Una inchiesta condotta sotto copertura e documentata con centinaia di ore di filmati ha riguardato il macello Zerbini & Ragazzi in provincia di Reggio Emilia. I materiali raccolti tra il 2024 e il 2025, esaminati anche da personale veterinario, descrivono condizioni di stabulazione prolungata, scarsa igiene e problemi nello stordimento e nella macellazione. L’inchiesta indica inoltre un volume di attività che può arrivare a decine di equidi macellati ogni settimana.
Alla base delle criticità emergono elementi strutturali: la possibilità per il proprietario di registrare un equide come DPA o non DPA in anagrafe, senza un meccanismo efficace di tracciamento dei trattamenti farmacologici, banche dati incomplete e controlli amministrativi sporadici. Queste lacune facilitano l’esistenza di circuiti non trasparenti e rendono più agevole il passaggio degli animali dalla detenzione alla macellazione, spesso per ragioni economiche quando l’animale diventa un costo. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha inoltre segnalato come i lunghi trasporti possano essere incompatibili con le esigenze di benessere degli equidi.
La proposta di legge promossa da Animal Equality e dalla Fondazione Islander mira a vietare la macellazione degli equidi e a introdurre garanzie normative più stringenti lungo tutta la filiera, con attenzione particolare agli animali a fine carriera. Una ricerca Ipsos dell’anno scorso mostra che l’83% degli intervistati dichiara di non consumare carne equina, mentre il 17% la consuma almeno una volta al mese e il 73% esprime empatia verso questi animali. La raccolta firme è in corso per trasformare la proposta in iniziativa legislativa e avviare un confronto parlamentare sulle modifiche normative necessarie.

