Stasera, 19 ottobre alle 21:41 ora italiana è previsto il decollo dal Tanegashima Space Center in Giappone del razzo H3 che porterà la sonda MMX verso le lune di Marte. La missione, guidata dall’agenzia giapponese JAXA, ha riservato una seconda finestra di lancio dal 21 ottobre al 7 novembre in caso di rinvio. MMX è concepita per essere la prima missione a riportare sulla Terra un campione proveniente da una luna marziana.
Il materiale che la sonda tenterà di raccogliere è modesto in quantità, attorno a dieci grammi, ma fondamentale per rispondere a domande rimaste aperte da decenni. Analizzando la composizione del suolo di Phobos, gli scienziati potranno valutare se le lune marziane siano asteroidi catturati o il prodotto di un impatto che ha generato detriti riaggregati in orbita. Un profilo ricco di elementi primitivi e composti volatili punterebbe verso un’origine da asteroidi; materiali più assimilabili alle rocce marziane sostenerebbero la genesi locale. Inoltre, Poiché Phobos orbita molto vicino al pianeta, il suo regolite potrebbe contenere granelli provenienti direttamente dalla superficie di Marte, offrendo un campione marziano indiretto.
Il piano operativo prevede l’inserimento in orbita attorno a Marte nell’agosto 2027 e l’arrivo intorno a Phobos nel settembre dello stesso anno, con attività che includono il rilascio di un piccolo rover e due prelievi su lati differenti del satellite. A bordo è presente il rover europeo IDEFIX, un veicolo dal peso terroso di circa 25 kg sviluppato dalle agenzie CNES e DLR. L’atterraggio su Phobos impone soluzioni non convenzionali: il rover sarà rilasciato da circa 40 metri e toccherà il suolo a circa 1 m/s, con una caduta della durata stimata tra 60 e 80 secondi; la bassa gravità implica che i 25 kg peseranno sull’ordine di grammi.
Il ritorno verso la Terra è programmato in due tappe: il modulo di rientro lascerà l’orbita marziana nel novembre 2030 e la capsula con il campione è attesa nel 2031 nell’area di Woomera, in Australia. Oltre al valore scientifico nella comprensione della formazione di Marte e delle sue lune, la missione rappresenta una prova tecnica significativa per future operazioni di raccolta e restituzione di campioni nello spazio profondo.

