Analisi delle proteste in Francia: in un intervento pubblicato il 20 ottobre 2026 su Internazionale, Paul Preciado interpreta le recenti mobilitazioni studentesche come una cartina di tornasole per misurare tendenze autoritarie nella società. L’autore mette al centro dell’analisi la possibilità che la ricerca della stabilità pubblica porti a giustificare, in nome dell’ordine, misure che hanno effetti sproporzionati sulla vita dei più giovani.
Il pezzo richiama l’attenzione sul rapporto tra pratiche di sicurezza, politica educativa e formazione civica: quando la gestione delle manifestazioni punta soprattutto al controllo, osserva l’autore, si crea un terreno di confronto che può segnare le nuove generazioni. Nel testo si evidenzia inoltre come la percezione collettiva di emergenza finisca per legittimare interventi che incidono su diritti e libertà fondamentali, tema che riapre il dibattito pubblico su fascismo e autoritarismo contemporaneo.
L’articolo contribuisce a un confronto più ampio sul ruolo delle istituzioni nel garantire spazi di partecipazione senza esporre i cittadini più giovani a pratiche punitive. La riflessione di Preciado si inserisce nel filone di interventi critici che considerano il modo in cui lo Stato bilancia ordine e diritti, senza proporre soluzioni immediate ma sollecitando una verifica delle conseguenze politiche e sociali delle scelte di sicurezza.
La sollecitazione principale è rivolta a scuole, università e responsabili delle politiche pubbliche: occorre interrogarsi su quali pratiche formative ed istituzionali favoriscano la cittadinanza attiva e la tutela dei diritti. L’intervento, pubblicato su Internazionale, non pretende di chiudere il dibattito ma di alimentarlo, offrendo uno spunto per valutare come le risposte all’ordine pubblico possano incidere sul futuro politico e civile delle nuove generazioni.

