HomeScienzaMicrocitoma, la doppia immunoterapia apre una nuova fase nelle cure

Microcitoma, la doppia immunoterapia apre una nuova fase nelle cure

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Una nuova strategia terapeutica sta cambiando il quadro del tumore del polmone a piccole cellule, una delle forme più aggressive della malattia. I risultati dello studio internazionale di fase 3 DeLLphi-305, presentati al congresso della Società Europea di Oncologia Medica a Madrid e pubblicati sul New England Journal of Medicine, indicano che l’associazione di due farmaci immunologici può prolungare in modo significativo la sopravvivenza mediana dei pazienti.

Il microcitoma, o carcinoma polmonare a piccole cellule, rappresenta circa il 10-15% dei casi di cancro polmonare ed è spesso associato al fumo. La sua criticità sta nella rapidità con cui tende a diffondersi ad altri organi, motivo per cui la diagnosi arriva frequentemente quando la malattia è già estesa. La terapia iniziale può ottenere una risposta, ma il decorso tipico è segnato da una fase di controllo seguita da una ripresa della progressione, con margini di intervento molto ridotti.

Lo studio coordinato da Maurice Pérol, oncologo del Léon Bérard Cancer Center di Lione, ha coinvolto 563 pazienti che avevano completato il trattamento standard iniziale, basato su chemioterapia e immunoterapia con durvalumab. Dopo questa fase, i partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha proseguito con il solo durvalumab, l’altro ha ricevuto anche tarlatamab, un anticorpo bispecifico progettato per avvicinare i linfociti T alle cellule tumorali e favorirne l’attacco.

I dati mostrano un aumento della sopravvivenza mediana da 12,7 a 21,1 mesi con la combinazione dei due trattamenti. Anche il periodo mediano in cui la malattia è rimasta sotto controllo è cresciuto, passando da 1,9 a 7,4 mesi. Nel gruppo trattato con la doppia immunoterapia, il tumore si è ulteriormente ridotto nel 26,4% dei pazienti, rispetto al 4,1% osservato con la terapia standard. A un anno, lo studio ha rilevato anche una diminuzione del 58% dei decessi.

Il beneficio clinico si accompagna alla necessità di una gestione attenta degli effetti collaterali. Circa la metà dei pazienti ha sviluppato una sindrome da rilascio di citochine, reazione infiammatoria legata alla forte attivazione del sistema immunitario, con sintomi come febbre, difficoltà respiratoria, tachicardia e calo della pressione. Le manifestazioni sono state indicate come moderate, ma il profilo di sicurezza rafforza l’esigenza di somministrare la terapia in centri specializzati di oncologia. L’uso del tarlatamab nella fase di mantenimento resta ora legato alle valutazioni degli enti regolatori.

Matteo Ricci
Matteo Ricci
Matteo Ricci è un giornalista italiano specializzato negli affari mediterranei, nelle evoluzioni politiche europee e nelle trasformazioni sociali contemporanee.

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