Un mistero disegnato può diventare uno strumento di prevenzione sanitaria. È l’idea alla base di Il Quinto, fumetto presentato alla 60ª edizione di Lucca Comics & Games e dedicato al tema del papillomavirus. La storia parte da cinque amici, una vecchia fotografia e un’assenza difficile da spiegare, in un futuro regolato da punteggi digitali e reputazione algoritmica. Dietro l’impianto narrativo fantascientifico, però, il progetto punta a rendere più accessibile un messaggio di salute pubblica: conoscere l’HPV è un passaggio decisivo per ridurre i rischi legati alle infezioni persistenti.
Il fumetto nasce dalla collaborazione tra MSD e Lucca Comics & Games e coinvolge autori noti del settore: Peach Momoko per la copertina, Luca Enoch per la sceneggiatura, Giacomo Bevilacqua e Paolo Barbieri per le tavole. La scelta rientra nel campo della graphic medicine, un approccio che utilizza narrazioni illustrate per spiegare malattie, terapie ed esperienze dei pazienti. Il termine è stato introdotto nel 2007 dal medico e fumettista britannico Ian Williams e negli anni ha attirato l’interesse di professionisti della salute, ricercatori e comunicatori.
La domanda centrale è se un fumetto possa incidere davvero sui comportamenti, oltre che attirare l’attenzione. Una revisione pubblicata sull’International Journal of Environmental Research and Public Health ha analizzato 34 studi randomizzati sull’uso dei fumetti in ambito sanitario, indicando effetti positivi su conoscenze, coinvolgimento e comprensione delle informazioni. Un esempio citato nella letteratura riguarda uno studio in Nigeria su 396 ragazze tra 9 e 14 anni: dopo un intervento educativo con un fumetto sull’HPV, la quota di partecipanti che considerava sicuro il vaccino è salita dal 62% all’81%, senza però una prova statisticamente significativa di aumento delle vaccinazioni effettuate.
Il punto è rilevante perché l’HPV è un’infezione molto comune, spesso senza sintomi, ma alcuni tipi ad alto rischio possono favorire tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene, della vulva, della vagina e dell’orofaringe. In Italia si stimano ogni anno oltre 5.700 casi di tumore attribuibili al virus tra uomini e donne. La vaccinazione contro l’HPV è raccomandata e offerta gratuitamente a ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 12 anni; il ciclo prevede due dosi a sei mesi di distanza, che diventano tre se si inizia dopo i 15 anni. Restano fondamentali anche gli screening raccomandati, in particolare quello cervicale.
La forza di iniziative come Il Quinto non sta nel sostituire il medico o i canali istituzionali, ma nell’aprire una conversazione con un pubblico che spesso non cerca informazioni sanitarie in modo spontaneo. Il fumetto è stato distribuito gratuitamente durante il festival e il percorso prosegue attraverso hpvitalia.it e l’app di Lucca Comics & Games. Per valutarne l’efficacia non basterà contare le copie diffuse: servirà misurare se aumentano conoscenza, percezione del rischio e disponibilità a parlarne con un professionista sanitario.

