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25 aprile, Mattarella rende omaggio all'Altare della Patria. Meloni: "Italia forte grazie a valori Costituzione"

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Oggi, 25 aprile 2026, tutta l’Italia celebra la Festa della Liberazione. Con l’omaggio all’Altare della Patria del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno preso il via le celebrazioni. Ad accompagnarlo i presidenti del Senato, Ignazio La Russa; della Camera, Lorenzo Fontana; del Consiglio, Giorgia Meloni; della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso; il ministro della Difesa, Guido Crosetto; il capo di stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano. Terminata la cerimonia il Capo dello Stato si è trasferito a San Severino Marche, città scelta quest’anno per la commemorazione ufficiale.

Da Nord a Sud si tengono manifestazioni, cortei, cerimonie istituzionali ed eventi culturali per ricordare la fine dell’occupazione nazifascista e la nascita della Repubblica democratica.

Meloni: “Italia forte e autorevole grazie a valori Costituzione”

“Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia. Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale”, afferma Giorgia Meloni.

“Oggi -aggiunge la premier- ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore. Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire -conclude Meloni- che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”.

Crosetto: “Libertà non é bene acquisito una volta per tutte”

In occasione della Festa della Liberazione, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato con “profonda gratitudine” la generazione di italiani, civili e militari, che contribuì alla fine del nazifascismo e alla conquista della libertà. “Il 25 aprile ricordiamo chi ci ha restituito la libertà con coraggio e sacrificio”, ha affermato Crosetto, sottolineando come la nascita della Festa della Liberazione sia il risultato di “scelte difficili e pericolose” compiute da donne e uomini uniti da un senso comune di responsabilità. Un percorso che ha portato alla fine dell’occupazione nazifascista e alla nascita della Repubblica, fino alla Costituzione.

Nel suo messaggio, il ministro ha ricordato che la libertà “non è mai un bene acquisito per sempre”, così come la pace, che “si costruisce ogni giorno con responsabilità, equilibrio e determinazione”.

Crosetto ha evidenziato come il contesto internazionale attuale sia sempre più complesso, con minacce che non riguardano solo la dimensione militare, ma anche quella economica, tecnologica, energetica, informativa e cibernetica. “Difendere la libertà e la democrazia significa proteggere il nostro modo di vivere, i diritti, il lavoro e il futuro delle nuove generazioni”, ha dichiarato, sottolineando anche il ruolo delle istituzioni nel garantire stabilità e coesione sociale.

Secondo il ministro, la sicurezza nazionale passa anche dalla tutela di infrastrutture critiche, energia, tecnologia e patrimonio culturale, elementi fondamentali per la solidità del Paese. Crosetto ha poi rivolto un pensiero alle donne e agli uomini delle Forze Armate, impegnati ogni giorno in un contesto internazionale in rapido cambiamento, spesso al fianco degli alleati nell’Nato e nell’Unione Europea. Infine ha ricordato i Caduti e i feriti in servizio, sottolineando come la difesa dei valori democratici comporti spesso responsabilità e rischi personali fino al sacrificio della vita.

Schlein a Sant’Anna di Stazzema: “Qui si è visto il male del mondo”

A Sant’Anna di Stazzema la commemorazione dell’eccidio di Eccidiocon la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. “Qui si è visto il male del mondo, qui l’umanità deve guardare ogni volta che non crede a quanto in basso si può spingere”, ha dichiarato, sottolineando la brutalità dell’eccidio e la responsabilità dei responsabili nazisti e dei loro collaboratori fascisti. La leader del Pd ha ricordato come la comunità di Sant’Anna abbia subito “una doppia ingiustizia: prima l’abisso feroce e atroce della strage. Una strage per cui sono stati scelti e anche premeditati i metodi più efferati. Fare terra bruciata era l’obiettivo dei professionisti della morte in divisa nazista con i loro complici, i repubblichini che li avevano guidati quassù, passo dopo passo, di una complicità crudele e codarda, a volte celati, bendati, nascosti dietro divise tedesche, fascisti vigliacchi e assassini. E poi la seconda grande ingiustizia: per lungo tempo l’oblio, il dolore non espresso, la coltre di nebbia dell’occultamento della verità e della negazione della giustizia. Sino al ritrovamento nel 1994, io avevo 9 anni, dell’armadio della vergogna da parte del procuratore militare Intelisano che indagava su Priebke e altri”.

Nel suo intervento, Schlein ha poi allargato il discorso all’attualità internazionale, affermando che non si può accettare “la sostituzione del diritto internazionale con la legge del più ricco e del più forte”. Ha ribadito la necessità di difendere il multilateralismo e le istituzioni internazionali, sottolineando come il dialogo debba sempre prevalere sull’uso della forza. Secondo Schlein, il ricordo dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema rappresenta un monito permanente contro il ritorno di logiche di violenza e sopraffazione. “Non dobbiamo consentire che una simile ingiustizia si ripeta mai più”, ha concluso.

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Fonte:

www.adnkronos.com

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