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A Milano il corteo per Ramelli concluso con i saluti romani

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 Si è concluso in via Paladini, a Milano, con il consueto rito del “presente” e con saluti romani il corteo dell’ultradestra per la 51esima commemorazione di Sergio Ramelli, al quale hanno partecipato circa duemila persone. La manifestazione, partita da piazzale Gorini, era dedicata anche a Enrico Pedenovi e Carlo Borsani. I partecipanti hanno sfilato in colonne compatte con fiaccole e tricolori, dietro lo striscione “Onore ai camerati caduti”, fino al murale dedicato a Ramelli, vicino a dove il giovane fu aggredito nel marzo 1975.
Alla fine si sono uditi insulti provenire da uno dei balconi della zona, ma senza risposta dal corteo.  

 

Come ogni anno c’è un clima di tensione a Milano in occasione dell’anniversario della morte di Sergio Ramelli. Quest’anno però alle polemiche politiche si è aggiunta l’aggressione a un uomo che ieri notte stava strappando i manifesti di annuncio del corteo in programma questa sera per ricordare il militante nel Fronte della gioventù ucciso 51 anni fa da esponenti di Avanguardia operaia.

La notizia dell’aggressione è arrivata proprio mentre le istituzioni, con il sindaco Giuseppe Sala, e gli esponenti dei partiti si trovavano ai giardini a lui dedicati per la deposizione delle corone in sua memoria. Il trentatreenne è stato picchiato in via Aselli vicino a dove parte la parata organizzata dalle frange più estreme della destra per ricordare Ramelli (ma anche il consigliere provinciale dell’Msi Enrico Pedenovi, e l’esponente della Repubblica Sociale Carlo Borsani, tutti uccisi il 29 aprile), che si conclude con il ‘presente’ e il saluto romano replicato tre volte davanti al suo murale.

Sono quattro le persone ricercate dai carabinieri per l’aggressione. Un gruppo arrivato a bordo di una Golf che avrebbe colpito il trentatreenne con calci, pugni e colpi di casco, per poi allontanarsi. I carabinieri hanno identificato il proprietario della vettura e sono ora al lavoro per risalire ai responsabili materiali del pestaggio. Al vaglio anche le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

“È stato picchiato perché ha voluto andarsele a prendere”, ha commentato a caldo il deputato di FdI Riccardo De Corato a margine della commemorazione istituzionale, per poi precisare poche ore dopo: “condanno senza se e senza ma l’uso della violenza”.

Il Pd di Milano ha parlato invece di un episodio “grave e inaccettabile” chiedendo la condanna unanime di tutte le forze politiche. Quello di Sergio Ramelli è uno dei tanti omicidi legati alla violenza politica avvenuto negli anni di Piombo, che ancora divide e infiamma. Anche se dalla politica c’è chi invoca “pacificazione”, come il presidente del Senato Ignazio La Russa, che oggi in aula ha ricordato non solo l’omicidio di Ramelli ma anche quello di Fausto e Iaio, i due giovani di sinistra che frequentavano il centro sociale Leoncavallo, uccisi nel 1978. “La società italiana è già pacificata”, secondo il sindaco Giuseppe Sala, che nota come semmai “è la politica che deve abbassare i toni”.

Il primo cittadino ha poi condannato quello che si ripeterà anche quest’anno a Milano, con i saluti romani, che “non sono accettabili”. Ma a criticare lui è Fratelli d’Italia che da tempo chiede al sindaco di presentarsi alla commemorazione di Ramelli, e dell’esponente dell’Msi Enrico Pedenovi (ucciso il 29 aprile 1976, esattamente un anno dopo Ramelli) con la fascia tricolore che invero Sala non utilizza nemmeno quando commemora le vittime di sinistra dell’odio politico. “A Milano si intitolano vie a Pinelli e Dario Fo – ha concluso De Corato -, ma il centrosinistra in tutti questi anni non ha fatto nulla per Sergio Ramelli”.   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


Fonte:

www.ansa.it

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