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BYD punta al cuore dell’auto europea: richiesta di ingresso nell’ACEA

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BYD valuta un ingresso diretto nel cuore del sistema decisionale dell’automotive europeo. Il gruppo cinese, leader globale nelle auto elettriche, ha infatti avviato l’iter per aderire all’ACEA, l’associazione che rappresenta i costruttori presso le istituzioni UE, in una fase segnata da dazi sulle importazioni e da una competizione sempre più serrata nel continente.

La richiesta, confermata da fonti dell’organizzazione a Bloomberg, è ancora in fase di valutazione. Se accolta, consentirebbe a BYD di rafforzare il proprio peso nel confronto con i grandi gruppi europei, tra cui Volkswagen AG e Stellantis, proprio mentre si ridefiniscono gli equilibri industriali e regolatori del settore.

BYD punta all’ACEA e rafforza la presenza in Europa

Se l’ingresso venisse approvato, BYD diventerebbe la prima casa automobilistica cinese a entrare nell’ACEA, l’associazione con sede a Bruxelles che rappresenta il settore presso le istituzioni europee e che oggi conta 17 membri, in prevalenza del continente, ma anche player globali come Ford Motor Company e Honda Motor Co.. L’eventuale adesione rafforzerebbe il posizionamento del gruppo in una fase di crescente competizione con i costruttori europei, tra cui Volkswagen AG e Stellantis. Nonostante i dazi sulle importazioni, BYD ha finora continuato a guadagnare terreno nel mercato europeo, sostenuta anche dalla pressione sui prezzi nel mercato domestico cinese.

Parallelamente, il gruppo sta accelerando sul fronte industriale: è in corso la realizzazione del primo stabilimento europeo in Ungheria, con l’obiettivo di avviare la produzione su larga scala già nei prossimi mesi. Una mossa che consentirebbe di ridurre l’esposizione alle barriere tariffarie dell’Unione europea e consolidare la presenza diretta nel mercato.

Divisioni in Europa e strategie industriali dei gruppi cinesi

Anche altri costruttori cinesi stanno accelerando la propria presenza industriale nel continente: Chery Automobile ha già avviato attività di assemblaggio a Barcellona, seguendo una strategia che punta a radicarsi localmente per ridurre l’esposizione alle barriere commerciali.

Sul fronte istituzionale, però, l’eventuale ingresso di BYD nell’ACEA non trova consenso unanime. Secondo fonti vicine al dossier, una parte dei membri dell’associazione guarda con cautela all’apertura verso nuovi player extraeuropei. L’adesione richiede infatti non solo una presenza produttiva consolidata sul territorio, ma anche lo sviluppo di una relazione strutturata con l’organizzazione.

Le tensioni interne all’ACEA riflettono un confronto più ampio a livello europeo sulla gestione dell’ascesa dei gruppi cinesi. La Germania ha assunto una posizione più prudente sui dazi, anche per la forte esposizione della propria industria al mercato cinese. Diversa la linea della Francia e della Commissione europea, orientate verso un approccio più difensivo, con l’obiettivo di riequilibrare una competizione percepita come distorta dal sostegno pubblico garantito da Pechino ai propri campioni nazionali.


Fonte:

www.finanzaonline.com

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