A quanto pare, Peter Thiel ha messo gli occhi su una nuova terra dell’abbondanza. È l’Argentina ed è governata da Javier Milei, prototipo del libertarismo di destra militante. Thiel, arrivato a Buenos Aires una decina di giorni fa, ha trascorso il tempo incontrando l’establishment del “presidente con la motosega” e acquistando una casa da dodici milioni di dollari.
Briciole per uno degli uomini più ricchi del mondo. Il padrone di Palantir, mentore di JD Vance e teorico dell’accelerazionismo capitalista ha pranzato con Santiago Caputo, il più ascoltato consigliori di Milei (in patria lo chiamano il “Mago del Cremlino”), ha cenato a casa del ministro della Deregolamentazione Federico Sturzenegger, è andato allo stadio Monumental a vedere River-Boca, infine giovedì scorso è stato ricevuto alla Casa Rosada in compagnia del marito Matt Danzeisen.
Era il quarto incontro con Milei in due anni e quasi nulla si sa di ciò che si sono detti. Il governo si è limitato a diffondere una foto alla stampa argentina che, proprio mentre Thiel veniva ricevuto, protestava per essersi vista ritirare, in puro stile Trump e per la prima volta, ogni forma di accredito al palazzo presidenziale. Intervistato da un sito d’informazione, in seguito Milei ha detto che il colloquio è stato «meraviglioso» e che l’imprenditore gli avrebbe chiesto quali nuove misure liberaliste intenderà prendere.
Thiel dovrebbe rimanere altri due mesi a Buenos Aires, dopo aver finalizzato l’acquisto della lussuosissima residenza in una delle zone più esclusive della città, il quartiere di Barrio Parque. Si tratta di una villa di mille e seicento metri quadri, progettata da un architetto famoso in Argentina e caratterizzata da una maestosa scalinata in marmo. Non sarà l’ultimo affare immobiliare di Thiel nella capitale, hanno fatto sapere dalla società di consulenza (BuySell BA) che ha gestito la transazione. E non si tratta neppure del primo: il padrone di Palantir aveva già comprato il quinto piano di Palacio Devoto per nove milioni di dollari.
È naturale interrogarsi sul perché dell’improvviso innamoramento per l’Argentina. I deputati dell’opposizione hanno chiesto di conoscere se negli incontri con i funzionari governativi si sia discusso dell’acquisto dei software basati sull’intelligenza artificiale di Palantir, grazie ai quali è possibile raccogliere dati e profilare anche a fini elettorali: nessuno ha risposto.
Milei ha ridotto l’inflazione dal 211 al trentadue per cento, ma la cura da cavallo ha stremato un Paese sempre più fragile e la sua popolarità è al livello più basso di sempre. «Palantir offre uno strumento di sorveglianza e controllo che potrebbe essere utile al governo» ha detto Valeria Di Croce, autrice di “L’arca di Milei”, a El Pais.
Molto più esplicito è Ariel Garbatz, esperto di cyber-sicurezza e direttore del ComSec Lab dell’Università Tecnologica Nazionale (UTN), secondo il quale Thiel offrì a Milei i suoi servizi già a fine 2024. «Il governo coinvolse il team che avevamo formato all’UTN – ha spiegato -, avevamo sviluppato un software che bloccava Pegasus, ma Palantir è un’altra cosa: non si riesce a rilevarlo». L’affare saltò, osteggiato da Karina, la potentissima sorella di Milei a capo della sua segreteria, ma oggi potrebbe essere tornato di attualità e Gotham, il software di Palantir per la sorveglianza di massa, sarebbe lo strumento ideale per attuare il discusso decreto che prevede l’unificazione di tutte le banche dati governative sotto il controllo del Segretariato di Stato per l’intelligence (cioè, un super servizio segreto) affidato proprio a Santiago Caputo.
«Come potrebbe Palantir manipolare le prossime elezioni? – si è chiesto ancora Garbatz su X – Non ha bisogno di brogli, gli basta incrociare dati. Con quella mappa può rilevare l’elettore indeciso, l’arrabbiato, lo spaventato, il rassegnato o quello che sta per non andare a votare, e a ciascuno può far arrivare messaggi diversi… L’obiettivo non è convincere tutto il Paese. Basta spostare due o tre punti nei distretti chiave».
Senza dimenticare che l’Argentina può offrire molto, energia a basso costo, materie prime, vaste distese di terra non urbanizzate. Secondo i più ottimisti, sarebbe proprio questo l’interesse di Thiel: nulla a che vedere con la politica (sebbene l’anarco-capitalismo del presidente non possa che essergli gradito). Solo affari. Quelli che un Paese dalle enormi potenzialità ma indebolito garantisce, come l’acquisto della casa più lussuosa della capitale a soli seimila e cinquecento euro al metro quadrato.
Altri ancora, invece, preferiscono ricordare quanto scritto da James Dale Davidson e William Rees-Mogg in “L’individuo sovrano”, una sorta di libro delle profezie per i tecno-miliardari: «Le regioni scarsamente popolate con climi temperati e un’ampia disponibilità di terre coltivabili pro capite, come la Nuova Zelanda e l’Argentina, godranno di un vantaggio comparativo». Scritto nel 1997, il libro venne ripubblicato all’alba del Covid proprio con la prefazione di Thiel che, a quanto pare, continua a seguirne i consigli.
Convinto nell’intimo della necessità di sfuggire a un’apocalisse prossima ventura, il magnate nel 2011 aveva scelto la Nuova Zelanda per il suo isolamento geografico, la stabilità politica, il clima favorevole: ottenuta la cittadinanza in soli dodici giorni, aveva comprato una tenuta di quasi duecento ettari sul Lago Wanaka (guarda caso, il set del “Signore degli Anelli”), dotandola di bunker anti-atomici. Qualcosa deve averlo spinto al Piano B.
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