La lumaca vampiro del Mediterraneo usa una proboscide gigante per succhiare il sangue dei pesci ed è candidata al premio Mollusco dell’anno 2026
@Mollusc of the Year 2026
Nel cuore del Mar Mediterraneo vive un organismo che sembra uscito da un racconto gotico, ma è del tutto reale: la cosiddetta lumaca vampiro, scientificamente nota come Cumia intertexta. Si tratta di un piccolo gasteropode di appena due o tre centimetri, diffuso soprattutto lungo le coste del Mediterraneo meridionale, compreso il Sud Italia, dove si nasconde tra sabbia e rocce dei fondali poco profondi. Nonostante le dimensioni ridotte e l’aspetto apparentemente innocuo, questo mollusco è l’unico rappresentante europeo di un gruppo di gasteropodi ematofagi, cioè capaci di nutrirsi di sangue. Una caratteristica rarissima nel mondo dei molluschi, che lo rende un caso unico per la biologia marina.

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La proboscide dieci volte più lunga della conchiglia
Il tratto più sorprendente della Cumia intertexta è la sua proboscide estremamente allungata, che può raggiungere una lunghezza fino a dieci volte superiore rispetto alla sua conchiglia fusiforme. Questo organo flessibile è lo strumento con cui l’animale caccia. La proboscide è dotata all’estremità di una radula, una sorta di “lingua” con denticoli microscopici capaci di incidere la pelle dei pesci. Durante la notte, quando le prede riposano sul fondale, la lumaca si avvicina lentamente, si ancora al corpo del pesce e pratica una piccola incisione da cui aspira il sangue.
Una strategia di caccia chimica e sofisticata
Il meccanismo non è solo meccanico, ma anche biochimico. Durante l’attacco, la lumaca rilascia un mix di sostanze attive: molecole anestetiche che riducono la percezione del dolore, composti anticoagulanti che impediscono al sangue di rapprendersi ed enzimi che facilitano il flusso ematico. Questa combinazione consente al mollusco di nutrirsi senza svegliare la preda, che spesso rimane viva e illesa dopo l’interazione. Un esempio straordinario di adattamento evolutivo che ha attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale.
Una specie candidata al “Mollusco dell’anno”
Proprio per queste caratteristiche uniche, la Cumia intertexta è stata selezionata tra i cinque finalisti del concorso “Mollusc of the Year 2026”, promosso da istituzioni scientifiche europee per valorizzare la biodiversità marina e finanziare la ricerca genetica sulle specie più rare. L’eventuale vittoria permetterebbe il sequenziamento completo del suo DNA, aprendo nuove strade allo studio della cosiddetta venomica, la disciplina che analizza le molecole prodotte dagli animali velenosi o ematofagi e le loro possibili applicazioni in campo medico e farmacologico. Chi volesse può votare a questo link.
Un unicum evolutivo nel Mediterraneo
Nel panorama mondiale esistono altre specie simili, soprattutto nei mari tropicali, ma nel Mediterraneo la Cumia intertexta rappresenta un caso isolato. Vive nascosta durante il giorno e diventa attiva solo di notte, quando il comportamento dei pesci dormienti le permette di cacciare. Questa combinazione di rarità geografica e specializzazione biologica rende la lumaca vampiro un oggetto di studio prezioso per comprendere come l’evoluzione possa generare strategie alimentari estreme anche in organismi apparentemente semplici.
Un piccolo animale, grandi domande scientifiche
Dietro questo minuscolo gasteropode si nasconde dunque un enigma biologico complesso: come può un animale così lento e apparentemente vulnerabile aver sviluppato una tecnica di predazione così sofisticata? E quali potenziali applicazioni mediche potrebbero derivare dalle sue molecole bioattive? Domande aperte che spiegano perché la Cumia intertexta non sia solo una curiosità del mare, ma un tassello importante per comprendere i confini ancora inesplorati della vita negli oceani.
Fonte: Mollusc of the Year 2026
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