L’asse antidemocratico da Trump a Putin passando per Netanyahu rappresenta oggi la sfida di una nuova resistenza europea e globale.
L’Europa con tutte le sue contraddizioni e debolezze costituisce l’ultimo baluardo. E la nostra generazione e quelle dopo di noi sono tenute a difenderlo. Il costo che pagheremmo nel ripiegare sarebbe altissimo.
Il colpo di coda reazionario a cui stiamo assistendo da anni vuole portare indietro le lancette della Storia. Non possiamo permetterlo. In gioco ci sono le libertà individuali, i diritti sociali e civili, le stesse fondamenta delle società democratiche.
Quell’asse che parla di famiglia tradizionale mentre alimenta sistemi di sfruttamento dei corpi delle persone più fragili e più esposte. Quell’asse che parla di protezione della vita a tutti costi e permette le morti in mare e i respingimenti dei diseredati. Quell’asse che parla di pace ma scatena guerre e sta devastando il diritto internazionale.
Quell’asse che parla di operazione militare speciale, diritto alla difesa e atto di polizia internazionale necessario e chirurgico e porta avanti annessioni illegali, invasioni di paesi indipendenti, genocidi e pulizie etniche. Quell’asse che vede nella forza un principio superiore al diritto. Secondo cui il potere non deve rendere conto delle proprie azioni e delle proprie scelte. Se proprio abuso, soprusi, lati oscuri.
Quell’asse che indica nelle minoranze senza potere il nemico da abbattere e favorisce miliardari e tecnomiliardiari che continuano ad arricchirsi voracemente sulla pelle dei cittadini del mondo.
Resistenza oggi è impegnarsi contro questo asse, respingere questo assalto e affermare che senza giustizia non c’è pace. Oggi è tempo di una nuova educazione europea. Dopo anni di disorientamento e stordimento si vedono i primi segnali di reazione a questo mortifero assalto alla democrazia: il movimento No Kings negli USA, il movimento a sostegno del popolo palestinese, le elezioni locali in Francia con il respingimento del fronte di estrema destra, la vittoria del No al referendum costituzionale in Italia che ha smascherato le vere intenzioni di questa destra al potere, l’avanzata del Green party in UK ai danni dell’estrema destra di Farage che ha portato il Regno Unito fuori dall’Europa grazie a disinformazione e complicità con la Russia, la sconfitta di Orban, nemico dell’Europa e alleato di Putin, il nuovo premier ungherese Magyar che sblocca il finanziamento europeo all’Ucraina e annuncia che se Netanyahu andrà in Ungheria verrà rispettato il mandato di cattura nei suoi confronti. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha ordinato al governo ungherese di abrogare le norme che vietano ai minori l’accesso ai contenuti LGBTQ+.
La resistenza ucraina contro l’invasore russo che vuole ridiscutere i confini con la forza, sottomettere a un regime repressivo milioni di cittadini liberi e che rapisce i bambini ucraini sottoponendoli a russificazione.
Abbiamo ancora tanta strada da fare, ma la Resistenza antifascista da cui è nata questa Europa che garantisce pace e diritti ci ricorda che nel dolore e nella tragedia nasce la speranza, la solidarietà, l’empatia. In Ucraina diversi battaglioni di altri paesi stanno combattendo al fianco del popolo ucraino. Arrivano da tutto il mondo, esiste già sul campo una internazionale antifascista che ha come orizzonte la democrazia europea.
Fonte:
www.valigiablu.it



