HomeScienzaVerso vaccini-jolly e terapie del futuro, con la biologia sintetica

Verso vaccini-jolly e terapie del futuro, con la biologia sintetica

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Da vaccini-jolly, capaci di proteggere non da un unico virus ma da un’intera famiglia, a future terapie contro malattie come la Sclerosi Laterale Amiotrofica, che puntano a manipolare il sistema immunitario del paziente. Sono alcune delle nuove straordinarie possibilità della biologia sintetica: una disciplina emersa solo da una ventina d’anni ma diventata già chiave per il futuro, che unisce informatica e biologia per modificare o progettare da zero sistemi biologici e circuiti genetici fino a ottenere organismi che non esistono in natura. “È una delle frontiere più promettenti per la medicina – dice all’ANSA Alessandro Sette, professore all’Università della California a San Diego e tra i massimi esperti mondiali di immunoterapia – è un’area di ricerca molto viva”.

Sette e il suo gruppo di ricerca lavorano proprio al limite di questa frontiera. Stanno sviluppando nuove tecniche che permettano di rendere le persone immuni a un’intera famiglia di virus. “Questo può essere particolarmente interessante nell’ottica di prevenire potenziali pandemie future”, commenta l’esperto. Ma stanno conducendo anche ricerche sulla Sla. “È venuto fuori che, nello stesso paziente, ci sono diversi tipi di risposta immunitaria: una infiammatoria e una antinfiammatoria. Potenziare quest’ultima – afferma Sette – potrebbe portare a un importante beneficio clinico”.

Sette è uno degli esperti che, dal 13 al 17 aprile, prenderanno parte alla ‘Scuola primaverile’ della Scuola Normale Superiore di Pisa: la settima edizione di un evento internazionale dedicato a conoscere lo stato dell’arte della biologia sintetica e che riunisce studenti e ricercatori all’inizio della loro carriera e professionisti ormai affermati.

“L’obiettivo è anche illustrare quali sono le possibili strade di applicazione – sottolinea Sette – come utilizzare le scoperte per integrarle in direzioni nuove, in modo da arrivare a chiudere il cerchio e portare un beneficio ai pazienti”.  La biologia sintetica è diventata centrale, infatti, in ambito clinico, ad esempio per combattere infezioni o malattie autoimmuni: nel primo caso si cerca di potenziare la risposta del sistema immunitario, mentre nel secondo caso di renderla meno aggressiva. “In questo campo – afferma Sette – sta ricevendo molta attenzione la progettazione di nuove molecole con l’aiuto anche dell’Intelligenza Artificiale, che possano essere utilizzate per vaccinare le persone o fare immunoterapia. Allo stesso tempo, c’è grande entusiasmo per strategie come quelle basate sulle cellule Car-T”.    

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