Giornata di Borsa da incorniciare per Leonardo che apre la seduta a Piazza Affari in positivo sostenendo un rialzo di oltre 2 punti percentuale alla luce dei conti del primo trimestre 2026 e la chiude a +5% dopo le dichiarazioni dell’ad uscente Roberto Cingolani, in particolare sulla guidance. D’altra parte i numeri hanno mostrato una crescita a due cifre: gli ordini hanno raggiunto 9 miliardi (+ 31%), l’ebitda è salita a 281 milioni (+ 33%), e l’utile netto adjusted è balzato a 184 milioni (+60%). Un’uscita di scena senza macchia per l’ad Roberto Cingolani che chiude con l’assembla del 7 maggio la propria gestione.
La guidance e i dossier caldi
Cingolani ha chiarito in call che Leonardo ha spazio per alzare la guidance 2026 e che lascia questo “onore” al suo erede, Mariani. Nella call si è poi chiarito che proseguono le trattative con il partner arabo per la divisione Aerostrutture, trattative rallentate dai recenti fatti. E che sul tavolo esiste la possibilità di cedere la divisione camion di Iveco Defence, recentemente acquisita.
“C’è una discussione in corso con Rheinmetall, ma vedremo l’esito e valuteremo l’opzione migliore alla fine di questo processo”, ha aggiunto il cfo. “Per il momento, stiamo consolidando il 100% del perimetro di Idv, compreso il business degli autocarri – ha detto il manager – Vedremo l’esito di questa discussione e della potenziale trattativa, anche insieme alla valutazione delle sinergie”. E’ dal primo aprile che i risultati economici e finanziari del gruppo includeranno il contributo del business Idv: Leonardo stima che, per i 9 mesi aprile-dicembre 2026, sia pari a ordini per 1,2 miliardi, ricavi per 1,1 miliardi, un Ebita di 0,12 miliardi e un flusso di cassa operativa di 0,22 miliardi.
L’eredità a Mariani
Lorenzo Mariani, nuovo ad, erediterà un portafoglio ordini a 57 miliardi di euro, il 27% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e una crescita che riguarda tutti i settori di business. Unica ombra, l’indebitamento netto che è salito a 3 miliardi (+44%), incremento sul quale ha inciso l’acquisizione del business Iveco Defense (da 1,6 miliardi di euro).
“Nel primo trimestre 2026 abbiamo conseguito ottimi risultati. Tutti i principali indicatori economico-finanziari registrano significativi progressi, a conferma dell’efficacia delle azioni commerciali e operative poste in essere dal gruppo e della strategia tecnologica integrata alla base del piano”, è il commento di Cingolani. “La revisione al rialzo sul rating, da parte di Moody’s, e sull’outlook, da parte di Standard & Poor’s, rappresentano un ulteriore segnale sulla solidità finanziaria. La finalizzazione dell’acquisizione del business Difesa di Iveco Group costituisce un passaggio strategico rilevante che rafforza il nostro posizionamento nella difesa terrestre, completa il portafoglio e consolida il ruolo di Leonardo come Original Equipment Manufacturer capace di integrare software, hardware e servizi digitali per la sicurezza e la difesa”.
I ricavi per settore
I ricavi, in crescita a 4,4 miliardi, evidenziano un diffuso e generale miglioramento rispetto ai primi tre mesi del 2025, pari al 10% al netto dell’effetto cambio negativo derivante dalla traduzione delle componenti statunitensi, principalmente Leonardo DRS nel settore dell’Elettronica per la Difesa (+7% ai cambi effettivi). In crescita l’Ebita, pari a 281 milioni (+33% rispetto al periodo comparativo). Sull’indicatore, che si conferma in sensibile aumento in tutti i settori di business, incidono in particolare le performance dell’Elettronica per la difesa, nonostante l’impatto negativo dell’effetto cambio, gli elicotteri e l’aeronautica, grazie alla conferma del positivo andamento dei Velivoli e dei parziali recuperi dell’Aerostrutture e della partecipata GIE-ATR.
Le stime
Sulla base dei risultati sono state confermate le stime per l’intero esercizio: ordini a 25 miliardi di euro, ricavi per 21 miliardi, un ebita di oltre 2 miliardi e un indebitamento netto di circa 800 milioni, al netto dell’acquisizione di Iveco Defense Vehicles.
Gli analisti e il futuro
Secondo Gabriel Debach, market analyst di eToro, “dietro la forza dei comunicati, emergono anche interrogativi strategici molto più profondi. Perché la vera discussione attorno a Leonardo oggi più che la qualità dei risultati trimestrali, riguarda la direzione industriale che il gruppo dovrà prendere nei prossimi anni. Cingolani lascia infatti un’azienda con risultati record, backlog ai massimi storici, margini in miglioramento e una capitalizzazione di mercato cresciuta di oltre il 400% dalla sua nomina del maggio 2023, da circa 5 miliardi di euro agli attuali 30 miliardi. È difficile leggere il possibile cambio di vertice come una bocciatura industriale o finanziaria. Piuttosto, sembra il riflesso di un cambio di priorità imposto dal contesto geopolitico”.
“Il superciclo della difesa oggi aiuta tutti i player europei. La vera differenza, nei prossimi anni, la farà la capacità di trasformare backlog in produzione, margini e soprattutto cassa. Execution industriale, integrazione IDV, gestione della supply chain e conversione del capitale circolante restano probabilmente le variabili più importanti da monitorare”, conclude
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