HomeSportEcco i Giochi dei dopati: record, soldi e il sogno del Superuomo

Ecco i Giochi dei dopati: record, soldi e il sogno del Superuomo

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Non aprite la porta degli Enhanced Games. Di sicuro, non potrà farlo l’inviato del Guardian, il giornale inglese che oggi denuncia come gli organizzatori delle cosiddette ‘Olimpiadi dei dopati’ – avversate dal Cio e dalla Wada, ma sostenute dai dollari Usa – abbiano negato l’accredito. Motivo ufficiale i posti limitati, in realtà una telefonata al richiedente aveva già chiarito il fastidio per la linea ‘ostile’ del quotidiano.

Dalla scetticismo alla preoccupazione, la maggior parte dei media mondiali guarda con sospetto ai Giochi al via dal 24 maggio, tra casinò e combattimenti di ultimate fighting, a Las Vegas. Promettono premi milionari ai vincitori, vantano un primo gruppetto di atleti olimpici (tra cui il velocista Usa Fred Kerley, rivale di Jacobs a Tokyo) e hanno uno scopo neanche tanto secondario: testare a suon di aiuti farmacologici tecniche per creare una ‘superumanità’ capace di vivere ben oltre i 100 anni. Un secolo e mezzo dopo circa, un altro Dorian Gray.

Non è casuale che all’idea iniziale dell’avvocato anglo-australiano Aron D’Souza si siano accodati investitori come Trump jr., Peter Thiel e anche Christian Angermayer, cofondatore e miliardario tedesco delle criptovalute, nonché fondatore di Life Sciences, start up di medicina psichedelica.

“Non si tratta solo di battere record, ma di ridefinire ciò di cui il corpo umano è veramente capace”, è il claim dei Giochi dei dopati, ed è chiaro che il corpo umano non è solo quello degli atleti. Su sei di loro, ha raccontato nei giorni scorsi Vanity Fair, è stato portato avanti negli ultimi 12 mesi, ad Abu Dhabi, un progetto di preparazione a Las Vegas fatto di lavoro ed allenamenti, ma soprattutto di farmaci. Si tratta di un mix personalizzato di sostanze dopanti: testosterone, steroidi anabolizzanti, fattori di crescita, modulatori ormonali e metabolici e stimolanti.

Dietro il paravento della sperimentazione clinica, le cavie sono tenute al riserbo assoluto. Nel rapporto rischi-benefici, hanno accettato grazie a uno stipendio mensile a diversi zeri, una residenza in resort di extralusso e premi che vanno da 250 mila dollari per una gara vinta a un milione per un primato battuto. Il primo a vincerlo, un anno fa, è stato il 32enne Kristian Gkolomeev, nuotatore greco di origine bulgara che con l’aiuto del doping ha abbassato il limite mondiale dei 50 stile (senza riconoscimento della World Acquatics, ovviamente): “Ho nuotato per tutta la vita e non ho mai guadagnato un soldo”, ha fatto notare.

Sempre a Vanity Fair, la sprinter Usa Shania Collins (ironia del destino, figlia di due agenti dell’antidroga americana) ha raccontato gli effetti collaterali del trattamento: un calore persistente, una sensazione di oppressione al petto, un’irrequietezza che si traduce in un impulso quasi ossessivo ad allenarsi. I rischi a lungo termine vanno dall’abbassamento della voce all’infertilità. Il nuotatore australiano James Magnussen ha raccontato di aver messo su così tanta massa muscolare, 14 chili, da affondare in piscina.

La fondazione degli Enhanced nel frattempo è già pronta a immettere sul mercato i suoi ‘peptidi’, la nuova frontiera della longevità: la sermorelina per il sonno, il GHK-Cu per il miglioramento estetico, il BPC-157 per la riparazione dei tessuti, il Melanotan II noto come il “peptide Barbie” perché fa abbronzare la pelle senza esposizione al sole. Sulla legalità di queste catene di amminoacidi si combatte in Usa una battaglia politica con ricadute economiche: l’amministrazione Biden li aveva vietati, sotto quella di Trump il ministro Kennedy jr. prevede la deregolamentazione di molti trattamenti sperimentali tanto amati dalla Silicon Valley: “Il divieto ha solo creato un mercato clandestino di biohacker”, la motivazione del ministro della sanità Usa.

E che questa sia la posta in palio agli Enhanched Games lo ammettono gli stessi inventori. “Assumo 250 milligrammi di testosterone a settimana – dice Angermayer – Prendo tesamorelin per l’ormone della crescita, SS-31 che agisce sui mitocondri, e poi Jardiance-1 per il diabete, DHEA come terapia ormonale. Alcol invece no, é il diavolo”.

D’Souza ammette invece di “non essere un grande appassionato di sport”. “Mi invitano al centro del campo a Wimbledon, ai palchi Vip delle partite di calcio… Tutti nel mondo dello sport vogliono incontrarmi”. E non per gioco.    

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


Fonte:

www.ansa.it

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