In attesa che inizi la cerimonia
della 71/a edizione dei David di Donatello a Cinecittà,
dall’altra parte della strada, fuori dagli studios sono in corsa
i ‘Controdavid’, un presidio organizzato da Usb Cinema e dal
movimento #siamoaititolidicoda di lavoratori e maestranze dei
set, che simbolicamente indossano maschere bianche a
rappresentare il loro stato di invisibili.
“Oggi siamo qui in presidio per lanciare simbolicamente i
Contro David, perché portiamo alla luce e all’attenzione i
lavoratori invisibili e le maestranze, che da 27 anni si vedono
negati il rinnovo contrattuale”, spiega all’ANSA per Usb Cinema
Gigi Piepoli, assistente operatore. “Oggi vogliamo dare
importanza anche alla filiera del cinema, che vive da tre anni
ormai in una crisi fortissima, e dare lustro e importanza alle
vertenze dei lavoratori e delle lavoratrici”, sottolinea ancora.
Rispetto alla cerimonia di stasera un boicottaggio totale dei
David “avrebbe avuto senso se fosse stata un’azione globale.
L’intento comunque era sollevare il problema e portare
all’attenzione dell’opinione pubblica le dinamiche in cui ci
troviamo”. Le maschere bianche “rappresentano i lavoratori
invisibili, che non hanno volto un’identità e che da 27 anni non
hanno tutele”.
Vincenzo Lauricella, delegato di Usb, annuncia che, se non
arriveranno risposte, “siamo anche pronti a scioperare a fermare
i set”. “I compensi per i lavoratori sono bassissimi, ai limiti
dello sfruttamento – ricorda -. In assenza di una
regolamentazione, di un contratto collettivo attuale c’è il
caporalato, che impone di accettare determinate retribuzioni,
sempre più al ribasso”. Dentro i set “la legge non esiste, c’è
la legge del ‘o ti prendi questo contratto o accetti questa paga
infame oppure non lavori più'”.
Le organizzazioni sindacali “che da 27 anni non hanno fatto
nulla, addirittura cercano di soffocare il dissenso, spiegano
loro che facendo tante ore entreranno in banca ore,e quelle
verranno utilizzate per allungare la contribuzione, per
guadagnare giorni di pensione”. E’ per questo che “tantissimi
lavoratori si sono rivolti all’Unione sindacale”. Con loro
“abbiamo scritto una piattaforma di rivendicazione contrattuale
che si fonda su tre cardini: il salario, la sicurezza sul lavoro
perché qui viene assolutamente dimenticata quando si comprimono
riposi e pause, e soprattutto dobbiamo risolvere il problema
della discontinuità perché questi lavoratori dopo decine di anni
non troveranno nulla alla fine della loro carriera”. Oggi “siamo
qui davanti agli studios perché speriamo, e ad oggi ancora non è
arrivata questa solidarietà che speravamo, che qualcuno lì
dentro alzi la voce, alzi la testa e dia voce alle istanze di
questi lavoratori”.
Al presidio sono presenti anche rappresentanti
dell’opposizione come Matteo Orfini del Pd: “Qui ci sono quelli
che più hanno pagato questi anni di crisi nel settore, i
lavoratori del cinema e dell’audiovisivo. Senza di loro non ci
sarebbe nulla di quello che si celebra oggi ai David. Come
abbiamo detto oggi con le altre opposizioni, se si vuole fare
una riforma si parta dalle nostre proposte e cominciare da
ripristino di quelle forme di tutela sociale, come l’indennità
di disponibilità, che in questi anni sono state smantellate”
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Fonte:
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