Doha – Quella di domenica è stata per il Qatar una giornata segnata da due eventi di primaria importanza. Poche ore dopo l’annuncio del decesso dell’ex emiro e padre dell’emiro attuale, lo sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani, il Paese è stato bersaglio di un nuovo attacco con missili e droni, rivendicato dall’Iran nel quadro dell’escalation militare regionale.
Il Diwan dell’emiro ha annunciato la scomparsa del “Padre Emiro” all’età di 74 ans, decretando quattro giorni de lutto nazionale. Le bandiere sono state poste a mezz’asta e le pubbliche amministrazioni hanno sospeso le proprie attività durante questo periodo di raccoglimento. Lo sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani è considerato l’artefice della trasformazione del Qatar in una potenza diplomatica, energetica e mediatica nel corso degli ultimi tre decenni.
Poche ore dopo, le autorità qatariote hanno confermato che il territorio è stato preso di mira da una nuova ondata di missili e droni lanciati dall’Iran contro diversi Paesi del Golfo, tra cui Bahrein, Oman, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Giordania. Doha afferma che i propri sistemi di difesa aerea hanno intercettato la maggior parte dei proiettili, ma che alcuni frammenti sono caduti in diversi settori. Tre persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite.
Il governo qatariota ha condannato gli attacchi, definendoli una “palese violazione della sovranità” degli Stati colpiti e del diritto internazionale. In un comunicato, ha inoltre denunciato i raid diretti contro gli altri Paesi della regione.
Una successione di eventi dal forte valore simbolico
La successione di questi eventi conferisce una portata simbolica particolare a questa giornata. Proprio mentre il Qatar entrava ufficialmente in un periodo di lutto nazionale, il Paese ha dovuto attivare le proprie difese aeree e fare fronte a un nuovo deterioramento della situazione di sicurezza regionale.
Nessun elemento permette tuttavia di affermare che il momento scelto per questi attacchi fosse legato al decesso dell’ex emiro. Le autorità iraniane presentano queste offensive come una risposta militare mirata a installazioni collegate alle forze statunitensi dislocate in diversi Stati del Golfo. Fino a questo momento, Teheran non ha fatto alcun riferimento pubblico al lutto osservato in Qatar.
Nella pratica diplomatica internazionale, non esiste alcuna norma giuridica che imponga la sospensione delle operazioni militari quando uno Stato osserva il lutto nazionale. Al contrario, i periodi di lutto danno tradizionalmente adito a messaggi di condoglianze, a gesti di moderazione o a segni di rispetto tra Stati, in particolare quando questi intrattengono relazioni diplomatiche.
I fatti di domenica illustrano così il livello di tensione raggiunto nella regione: persino un Paese impegnato nelle cerimonie funebri del suo ex capo di Stato non è sfuggito alle conseguenze dirette dell’escalation militare in corso.

